giovedì 13 agosto 2009

Agosto

                    

 

100_0661.JPG
                                          

 

 MESSI PROFUMATE                                           

 RIPOSTE E STIPATE                                            

 SUSSURRANO

DELICATE FRAGRANZE

ODOROSI SUDORI                                

OPEROSI VIGORI                                             

PROMESSE MANTENUTE                                   

TENERI ARDORI

INEBRIATI E VIBRANTI

SOTTO CIELI STELLATI.

SILENZI INTERROTTI

D’ACQUE SCOSCESE

NASTRI SERPINI

FRA BOSCHI E PENDII

LATORI GIULIVI

D’INNEVATE CIME

ASSOLATE E SASSOSE

BRUGHIERE INCASTRATE

GERMINATRICI D’ANELITI 

SPETTATRICI DI SEGRETI

GORGOGLIATI  D’ANIME  

INNAMORATE E INTRICATE

SOLITARIE E ABBANDONATE

DA PROMESSE   ARRUFFATE

CON MESSI PROFUMATE

STIPATE E RIPOSTE

NEI MEANDRI DEL CUORE

FRAGRANTE E ODOROSO

LONTANO E PENSIEROSO

SOTTO UN CIELO STELLATO

SCALDATO DA UN AGOSTO

D’UNA ROVENTE ESTATE

domenica 9 agosto 2009

LA MAGIA DELLE STELLE DI SAN LORENZO

 

san lorenzo.jpg

Dipinto del martirio di SAN LORENZO del BEATO ANGELICO

 

Ogni anno, il  X agosto, per la  mia città di origine è  un giorno importante e particolare: si  ricorda con tante manifestazioni religiose e culturali la barbara morte  dell’innocente SAN LORENZO e al contempo si rinnovano le leggende delle scintille di fuoco,  fiorite e radicate nell’immaginario collettivo intorno al  Suo  supplizio. Per me quest’ultime sono importanti  e sacrali quanto le prime, mi riportano alla mente un festoso mondo di bambina vissuto con gioia e spensieratezza tra sacro e profano insieme alle persone che in quel momento rappresentavano certezze, speranze, affetti, futuro e che oggi sono introvabili, disperse dagli eventi della vita o salite in vette  inviolabili.

La mia  memoria  cerca di coltivare e tramandare le tradizioni folcloristiche che allora accesero l’entusiasmo e  la  fantasia di fanciulla,  sia per non disperdere un patrimonio popolare sia per ritrovare  volti, odori e  sapori  che altrimenti il tempo cancellerebbe.

Come ho accennato varie sono le leggende  più o meno misteriose che si riferiscono al supplizio del Santo.  Quella che mi affascina rievoca le anime senza sonno che  vagano nella volta sconfinata del cielo  e ogni 10 agosto fra le dieci e la  mezzanotte  tornano in terra sotto forma di meteore ed a chi riesce con lo sguardo a intercettarle ed a seguire il loro percorso concedono l’avverarsi d’un desiderio. Quella che però  sento profondamente è  la leggenda legata al martirio del Santo. Secondo i racconti tramandati,  il giorno della sua morte il  cielo  apre le sue porte segrete e per tre giorni rovescia sulla terra tutte le lacrime di dolore versate da una stella  mentre guardava S. LORENZO,  posto su una graticola, ardere tra le fiamme e invece di gemere diceva sorridendo ai suoi aguzzini : “SONO COTTO DA QUESTA PARTE, GIRATEMI DALL’ALTRA  E POI MANGIATEMI “ Quelli furibondi lo fecero a pezzi e gettarono i suoi resti alla plebe affamata. Da allora ogni anno il giorno della sua morte  chi si sdraierà sotto la volta celeste sopra a un lenzuolo bianco dopo essersi purificato, bagnandosi sette volte la fronte con acqua cristallina o immergendosi in mare o in una fontana, se avrà l’animo sincero e addolorato come la stella  non solo  potrà vedere le sue lacrime ma potrà raccoglierle sotto forma di minuscoli granellini. I granellini conservati in un sacchetto diventeranno una protezione che li salvaguarderà dal fuoco, dalla ferocia e dall’ingiustizia. Si racconta anche che un soldato romano che assisteva alle torture, tramite una  graticola posta su carboni ardenti, raccolse con uno straccio le  gocce di sangue e grasso che colavano dal corpo del  Santo mentre spirava. Le portò al paese di Amaseno  dove  tuttora è  custodito e ogni 10 di agosto dallo straccio  cola  il Sangue di S. Lorenzo, a  chi si reca a vederle con nel cuore  dolore e rigetto per ogni forma di tortura e male il Santo concede un Miracolo spirituale.

 Un’altra tradizione  racconta che il cielo ad  ogni anniversario della morte di SAN LORENZO piange copiosamente  per tre giorni. Le lacrime sono  i lucciconi del fuoco arrivati fino in cielo. Vuole  ricordare all’umanità  che malvagità e crudeltà continuano a martirizzare gli innocenti. I lucciconi mentre scendono si tramutano in stelle filanti o in minuscole fiammelle come quelle che si staccavano dalla graticola  e cadevano qua e là per significare che esiste la speranza, un giorno verranno sconfitte e il bene trionferà sul male. Per questo a  chiunque si associa al dolore del cielo versando lacrime con animo sincero senza abbandonare la speranza mentre guarda lo sciame stellare che cade  gli viene  concesso in premio l’avverarsi d’un desiderio, sia se lo esprime apertamente sia se per virtù non osa.

Quand’ero bambina e ancora  l’aria era tersa e limpida ed era facile  vedere i lucciconi del cielo,  la sera di S, Lorenzo, verso le dieci con il beneplacito dei genitori, insieme alle amiche più care, animata dalla fantasia e dalla voglia di stare fuori casa fino a tardi,  andavo a sdraiarmi su una collinetta vicina a casa, oggi ricoperta da un nugolo di palazzoni non si vede neanche più. Di solito vestite di bianco o d’un colore  chiaro, convinte che renderci il più possibile visibili ci attirava il favore del cielo, riuscivamo a vedere un mucchio di stelle filanti e potevamo esprimere tanti desideri. E’ un ricordo  bellissimo che tuttora  mi accompagna. Rimanevamo li in silenzio, come tante mummie  con il naso all’aria mentre intorno il buio, il caldo, i rumori della natura ci avvolgevano e creavano una atmosfera magica e surreale finché una di noi non urlava di gioia per aver adocchiato una scia luminosa ed espresso il desiderio.  A volte le stelle filanti, che noi chiamavamo capelli d’angelo tanto erano belle, brillanti e inverosimili, scendevano così in fretta che era difficile contarle e allo stesso tempo formulare un desiderio. Infatti mentre tornavamo a casa felici e soddisfatte ridevamo prendendoci in giro, nessuna di noi si ricordava quante stelle  aveva visto e quanti desideri aveva espresso, così diventava tutto una specie di misteriosa favola e un insieme di vivaci congetture da scoprire  che ci accompagnavano fino all’anno successivo.

La sera di San Lorenzo vado ancora a sdraiarmi in qualche luogo dove possibilmente non arriva il frastuono ma regna solo il rumore della natura con la speranza di vedere una lacrima del cielo che si tramuta in stella filante in modo da  esprimere un desiderio e mantenere le mie radici.  Ma sarà per l’inquinamento che rende difficoltoso vedere il cielo limpido, perchè non ho più la spensieratezza di allora, non mi vesto di bianco, o perché so che il fenomeno delle stelle cadenti in realtà è dovuto ai detriti d’una vecchia cometa che gira intorno al sole, una volta all’anno la terra ne incrocia l’orbita,  le particelle entrano nell’atmosfera terrestre e mentre cadono s’incendiano, l’atmosfera non l’avverto  magica, la fantasia non vola e non cerca di esplorare con occhi sognanti lo sconfinato brillio. Così raramente riesco a vedere i lucciconi del  pianto celeste e  solo eccezionalmente ho la possibilità di  esprimere un desiderio, però dal mio cuore non sparisce la devozione al Santo.  Anche stasera andrò in un oasi e , come tanti altri mi apposterò  con il naso all'aria in attesa che la magia delle stelle si ripeta per sognare l'avverarsi d'una aspirazione. Mi auguro che la luna sia benigna, non mi offuschi la vista d’una lacrima dei desideri, per evitarlo ripeterò la breve filastrocca insegnatami da mia madre: " Stella stellina fammi vedere la tua luccicante  codina, e tu luna non essere avara e birichina. " Un tempo funzionava, almeno una stella cadente riuscivo a vederla per affidargli il mio desiderio!!!

 

San Lorenzo era originario di un paesetto d’ Aragona, Osca,  morì martirizzato e decapitato a Roma  il x agosto del 258, 4 giorni dopo la morte di Sisto II suo grande amico, per l’editto promulgato dall’imperatore  Valeriano: « Episcopi et presbyteri et diacones incontinenti animadvertantur » (Tascio Cecilio Cipriano, Epistola lxxx, 1)

 E’ molto venerato ed è il protettore dei pompieri, fochisti, rosticcieri e di tutti coloro che per lavoro o necessità hanno bisogno del fuoco.

 

 

venerdì 7 agosto 2009

UNA POESIA PER AMICA

maschera.JPG

Per quanto sta in te

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balía del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

Costantinos Kavafis

Ogni volta che nella vita mi sento smarrita, i problemi si fanno pressanti fin quasi a risucchiarmi, perdo  il senso della misura lasciandomi trasportare dagli eventi,  corro come una pazza per fronteggiare ogni imprevisto finché non crollo di stanchezza, oppure  gli altri mi zavorrano con i loro intrighi, cercano di coinvolgermi nel loro informe  marasma,  insomma c'è qualcosa che non va come vorrei,  mi siedo sul divano, chiudo gli occhi, col  pensiero scorro lentamente   le parole di questa   poesia e  subito  ritrovo l’ equilibrio  necessario per impedire  ai valori fasulli e alle  persone  di ingoiarsi   la mia vita obbligandomi a mettermi una maschera  per sopportarla. Attraverso le parole di Kavafis comprendo che sta in me correggere le distorsioni del quotidiano e se non posso vivere come vorrei di sicuro posso evitare di vivere secondo i capricci altrui lasciando agli altri di viverla al mio posto. Considero questa poesia un'amica cara che mi soccorre nei momenti che traballo o arranco con fatica nel percorso temporale.

giovedì 23 luglio 2009

PRESSIONI NUMERICHE

Scansione0009.JPG

 

L'espressione "dare i numeri" di solito viene usata per dire a qualcuno, in modo garbato, che i suoi ragionamenti sono "sballati", illogici. Anch'io a volte do i numeri!!! Però non in tal senso, o almeno credo, ma...nel senso di dare dei numeri alle persone.
Numeri fortunati da mettere in gioco?? Spesso ma non sempre. Talvolta solo numeri che servono alla persona per indicargli un qualcosa che può essere una data, un giorno, comunque un’indicazione di un evento che potrà cambiargli la vita oppure servirgli da avvertimento per fare o non fare qualcosa come ad esempio concludere un affare, fare un investimento, prendere una decisione, partire per un viaggio ecc.
Di solito sono numeri che a cadenze irregolari percepisco con intensità, numeri che mi si presentano in vari modi, come se mi chiedessero di prendere consistenza ma si materializzano nel momento in cui avvicino una persona o sento pronunciare il suo nome. Insomma avverto delle vibrazioni con frequenza ritmica che aumenta di intensità in presenza di determinate persone che mi obbliga a scrivere o a dire una data o dei numeri.
Naturalmente la cosa a volte mi imbarazza, specie quando nel riferirli noto sul volto delle persone chiari segni di perplessità o...peggio! Però devo farlo. Infatti le sollecitazioni che avverto non mi abbandonano fin quando non ho scritto o comunicato quei dati numeri, anzi quando per pudore o per ...altro mi rifiuto di "dare i numeri" subisco da parte "loro" ritorsioni negative. Per esempio se il numero 20 mi pressa e io non lo riferisco al destinatario qualunque questione abbia un riferimento 20 mi diventa contraria così capita che perdo 20 euro o il 20 del mese successivo la giornata a dir poco è assai difficile! Perciò, anche se non trovo il bandolo della matassa per spiegarmi la questione, a mie spese, ho afferrato che quando un numero mi "chiama" rispondo, me ne libero con velocità e senza tanti crucci.
Oggi 14 46 84 12 mi chiedono di darle visibilità, non so perché né per chi e neppure quale messaggio vogliono indicare tranne che le lettere M B E sono un riferimento.
Le vibrazioni sono fortissime, quindi sono certa che il messaggio cifrato arriverà a chi o a quanti è indirizzato e saprà cogliervi l'opportunità o il nesso che a me francamente sfugge.
I numeri in più "dicono" che i nati il 25 debbono osservare bene questa sequenza numerica 1180088155 perché vi troveranno la risposta di un quesito o vi estrapoleranno la radice che serve da moltiplicatore per un’equazione di enorme importanza per avanzare nei loro progetti.(???)
Ma... io riferisco…!!! In  questi giorni  tutti sono a caccia di numeri per una sestina vincente, sarei felice se qualcuno trovasse fra questi numeri  l’ispirazione  per azzeccarla. Purtroppo non sono destinati a me. Di  solito funziono solo da radar, divento un sensore rice- trasmettitore. Peccato...

 

 

 

martedì 7 luglio 2009

CRISTIANA E MUSULMANA

 

Scansione0001.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Donna Musulmana non mi sento diversa da te

Se indosso un Crocifisso emblema di fede cristiana

Non mi faccio panegiri vedendoti avvolta nel burqa 

Ch’ impedisce di confrontarti a viso aperto con me

Farti  inondare dall’energia solare

Correre lasciandoti carezzare da frescura

Farti  ammirare in splendor di  natura

Vedo una donna simile a me

Di cultura e tradizioni secolari

C'han molto da insegnare

Non lasciamoci ingannare da sofismi  sacerdotali

Pastoie  di ideologie immateriali

Partoriamo i nostri figli con pari travagli

Li allattiamo con  l’ideale di vederli crescer sani

Prosperare dandosi da fare in libertà mentale

Subiamo gli stessi soprusi da padroni sopraffattori

Soverchiatori di generosa elargizione

Pronta ad  appagare ogni loro aspirazione

Nulla ci divide

Solo  un inezia di umane vanità

Infiammata  da questioni estranee a nostra  volontà

Lesiva a dignità di madri e  donne

Cristiane o Musulmane  che differenza fa?     

Calpestano  lo stesso globo

Si cibano degli stessi desideri

Finiscono in polvere eterna alimentando l’Infinito

Che

Non domanda su che parte di terra han transitato

Valuta solo l’operato, la lealtà, i diritti che han fissato.

Donna Musulmana non giudicarmi diversa da te.

Se sbandiero i miei seni, mi crogiolo al sole lasciandomi brunire

Approdo alle tue spiagge per assaporare il profumo marino

Mi carezzo all’onda  corallina

Al vento monsone         

Non vengo per offendere la vista e la  religione

Vengo a carpire lo sguardo fiero

Seguire la scia speziata

Assaporare l’emozione nella meraviglia  d’un bimbo

C'ama la sua terra e parla anche la mia lingua

Empirmi di storia, di  tradizione c’han fatto la mia

Non lasciamoci abbindolare da frenesie brutali

Da chi per  quattro soldi ci rende  schiave ignare

Da menti contorte con visioni apparenti contrarie

Donna Musulmana, sono Cristiana ma uguale a te

Veniamo dallo stesso ignoto assoggettate al fato

Con la stessa apprensione dell’andare zavorrando

Incontro al dolore e all’ esultanza  appaiate come gemelle

Gemelle   stellari di fede universale

Libere  di  meditare l’ideologia che gli pare

Spoglie di pregiudizi, storia e potere,

Malversa interpretazione di leggi e dettame

Mai esortati da nessun Creatore

Donna Musulmana non aver timore d’ una Croce Cristiana

Io, non ho sbigottimento per il chador paludale

Due legni incrociati  o un velo sono  convenzionali

Una forma di rispetto d’un Credo ideale praticato

Ch’io porto per non scordarmi un Cristo Salvatore

Che tu porti in onore d’un Allah  che  ti scampi  dall’orrore                         

Cosa possono far di male?  Nulla.  Solo aizzarci al terrore

Contenderci  il primato d’una Verità collegiale

D’usanze e credenze dottrinali improclamate

Dal  Padreterno

Solo da feticci imbevuti d’idolatria

Profittatori ipocriti della tua e

Della mia innocenza confessionale.

 

Scansione0015.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E.P.F.

                                                         

Da: cielochiaro- 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                       

giovedì 2 luglio 2009

LENTO PROGRESSO

rip. aereo.JPG

Quando ho aperto il blog la mia intenzione era quella di liberarmi di conoscenze scomode, soprattutto trovare il coraggio di superare le barriere psicologiche che mi hanno sempre  impedito di raccontare le cose insolite che ogni tanto si intrufolano  nella mia vita imbarazzandomi ed a volte lasciandomi perplessa sul perché le percepisco, le vedo o le intercetto nonostante la mia volontà avversa. A dire il vero,  il cammino ad “aprirmi agli altri” senza il timore di essere derisa o peggio passare per una conta frottole si è rivelato molto lento e tortuoso. Le mie resistenze a valicare i recinti convenzionali  sono ancora  forti, tuttavia sento che non devo arrendermi,  prima di tutto perché è ora che io accetto quella parte di me che esula dal razionale se non voglio continuare a sentire un disagio intimo che mi turba e mi consuma energie nell’ostinarmi a ignorarla. Ulteriormente  perché spero che prima o poi qualcuno attraverso il blog sappia rispondere ai miei interrogativi o quantomeno riesca a spiegarmi se esistono sensibilità che vanno aldilà della normalità riuscendo a vivere frammenti di realtà alternative contemporaneamente, senza perdere conoscenza e senza praticare alcunché di irregolare o spiritico. Quello che mi inquieta  non è il fatto di avvertire cose strane, credo che a tutti capiti di avere qualche percezione sensoriale premonitoria e singolare specie legata a persone care,  quanto il vedere, in momenti assolutamente lontani da precondizioni emotive che possono favorirli, esseri  diversi da quelli che ogni giorno incontro, le cui forme  non corrispondono  alle mie conoscenze  documentali, sentire  materialmente il contatto di nature diverse in momenti nei quali pensieri e gesti esulano da qualsiasi aggancio a questioni inconsuete, sono esclusivamente  appartenenti al discernimento della vita umana corrente. Per esempio, perché mentre sono allegramente impegnata a cucinare, a sbrigare di fretta mansioni prettamente concrete per assurdo tipo zappare o rasare il prato chiacchierando con il vicino di cose terra terra, all’improvviso nella mia mente si apre uno squarcio di tutt’altro genere,  sento una voce che mi racconta cose private di se o di altri che a me non interessano minimamente né in quel momento né in generale? Oppure, perché mentre sono in vacanza e mi godo relax, compagnia, luoghi e quanto c’è di bello e straordinario  intorno a me all’improvviso vedo esseri dissimili  che interagiscono nel contesto ma si muovono come se tempo e spazio fosse diverso? Cosa centrano e da dove provengono? O invece mentre conduco le mie aspre battaglie  con bollette, spese e conti   qualcuno si intromette con prepotenza nel filo dei miei pensieri comunicandomi accadimenti presunti?

 Tanti i fatti inquietanti che s'insinuano  nel vissuto, non  comprendo, non so dargli una risposta  plausibile.  Desidero circostanziare  che  conduco una vita semplice, quanto mai connessa ad una realtà dura, di lotta e rozza fatica, quindi assolutamente lontana da immaginazioni fantastiche, trasporti utopistici devianti l’oggettività, legata a mistiche e filosofie astratte.

Non fosse altro per avere, da sola, sul groppone la responsabilità morale e materiale di quattro figli è infattibile ch’io mi trastulli dietro concetti aleatori o evado dalle cose tangibili.  Vero che ogni tanto ho necessità di mantenermi a stretto contatto con il suolo e devo camminare in casa scalza, o andare a trascorrere qualche fine settimana dove posso sdraiarmi e sentire l’humus che si sprigiona dal terreno del luogo ma sono le uniche stravaganze che mi concedo e mi servono a scaricare l’aggressività che accumulo durante le battaglie quotidiane.  Quando posso  leggo  molto, però le tematiche  che scelgo non sono mai  di tipo fantascientifico, legate a spettri o robe simili, anzi ho un rigetto anche per i film che trattano argomenti del genere. Tanto per chiarire,  per ben tre volte sono andata spontaneamente a farmi analizzare da uno psichiatra per sapere se le rotelle erano  a posto,  sono andata fino a Ginevra da un grosso luminare del settore,  ma ogni consulto specialistico ha decretato che non ho  niente fuori posto, nessuna anomalia, neanche sono influenzabile, depressa,  emotivamente impressionabile,  ho patologie ossessive o soffro di sdoppiamenti della personalità. Ognuno ha concluso che  sono banale, un essere umano senza particolari problematiche che richiedono approfondimenti o somministrazione di qualche pilloletta dall'effetto placebo. Al massimo:“Una donna sofferente per  dispiaceri dovuti a problemi familiari”. Bella scoperta, in quel momento il padre dei miei figli era scomparso all’improvviso.  Più che sofferente ero stravolta  e allibita considerando le responsabilità che ereditavo!  Certo quando sono andata a farmi analizzare non ho minimamente accennato a queste mie stranezze intercettatrici perché lo scopo era quello di stabilire se ero sana di mente ho se invece ero uscita di senno.  Se  avessi accennato a questi “trasbordi visivi” ai contatti mnemonici e corporali  il loro parere sarebbe stato uguale? A volte il pensiero mi infastidisce, poi penso che uomini di  scienza siano in grado di leggere nel profondo, oltre ciò che una persona manifesta e dice. Quindi non è il mio cervello ad andare in tilt ma una parte di me. Forse, ogni tanto, un pezzo di me si trasforma in radar capace di raccogliere vibrazioni emesse da estranei, capta trasmissioni di pensiero provenienti da persone lontane  o forse riesce a sognare da sveglia. Perché? Principalmente,  perché succede ad una che non le cerca,  non le vuole, le rifiuta e le considera avveniristiche forme d’isterismo visionario di persone grulle,  crede in Dio ma senza particolare slancio mistico, si vergogna al solo pensiero di raccontarle anche in forma anonima?  Di fatto a nessuno ho  detto del  blog. Ho pensato che  mi sarei sentita libera e facilitata a trovare il coraggio necessario ad esporre fatti, per così dire enigmatici a interlocutori virtuali, poi non raccontando queste cose strampalate a persone che mi stavano davanti in carne e ossa credevo di superare il pudore, le paure e le  diffidenze che generalmente mi impediscono di farlo. Invece, tranne timidi accenni sporadici, ai quali auto violentando la mia naturale avversione non ho potuto sottrarmi, come il “ messaggio di Eluana “ ancora non  sono riuscita spezzare i recinti d’un qualcosa che mi sembra una condanna e non una predisposizione naturale, un valore sensorio aggiunto. Comunque non demordo, Più mi  ostino a respingere l’insolito e più quello s’intrufola nella mia vita, perciò la miglior strategia per allontanarlo ho dedotto deve essere  quella di esorcizzarlo svelandolo. Certo preferirei raccontare i fatterelli straordinari a viso aperto, in forma diretta come uso agire nella vita, ma ho  timore di imbarazzare i miei figli o di esporli a rischi di ritrovarsi  una madre lontana dal modello che loro conoscono seppure   scherzando dicono: una madre come te se non ci fosse dovremmo inventarcela!

In conclusione il progresso è lento, debbo superare le resistenze autodifensive e  le prevenzioni educative verso fenomeni non propriamente comuni ma ormai la volontà è inarrestabile, un po' alla volta metterò nero su bianco le scomodità segrete.