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giovedì 29 agosto 2013

Più amico di così...

Il 13 agosto pony boys alias cavallino pazzo, alias musicaio, alias baffer, alias doctor helterskelter alias nano maefico alias...........blogger storico che tanto ha animato questa piattaforma virtuale è volato in cielo lasciando nel mio cuore un grande e triste vuoto.


E' strano? No se il blogger è diventato un amico, ancor meno se all'amicizia si da un valore. che esula l'ordinario. Credo che ciò che ha scritto lui stesso sull'amicizia di meglio non ci sia che chiarisca quello che intendo : “se l'amicizia è vista come una relazione normale tra due persone, si perde di vista la sua essenza, ossia la sua eccezionalità. Nell'amicizia, vi è una dimensione di sacralità. E' una relazione che scandisce un tempo sacro. Dire un segreto nell'orecchio di un amico significa deporlo in una custodia sacra, dalla quale sarebbe sacrilego l'atto di estrarlo e dirlo ad estranei. Gesù diceva «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici »Generoso e altruista come era penso che lui avrebbe dato la vita per un amico. Perciò se perdere un amico è sempre triste, perderne uno con tali sentimenti è tristissimo, se poi l'amico ti rallegrava le giornate con le sue trovate creative e ti pungolava con i suoi modi scatenati lo è ancor di più e seppoi sapeva cogliere l'attimo per donarti quella parola gentile o brusca che ti ci voleva per rimetterti in carreggiata la sua mancanza diventa un vuoto incolmabile. Si potrebbe pensare che esagero considerato che i blogger difficilmente hanno contatti reali, invece no, perchè si stabilisce un legame, come ha detto pony sacrale, ossia di pura energia che non ha bisogno di fisicità in quanto viaggia su una lunghezza d'onda inusuale tanto che posso affermare che ho percepito l'attimo in cui lasciava questo suolo per trasferirirsi in quello più vasto. Veramente quando ho avuto conferma che non era un ghiribizzo della mia mente o una strampalata sensazione dovuta all'afa che qui è sempre impietosa sono rimasta sconvolta, anche se non avrei dovuto. Certe “trasmissioni ultrasensoriali” potrei dire che sono il mio pane quotidiano. Razionalmente le rifiuto sempre questa però mi ha fatto riflettere assai, mi è parsa come un saluto spirituale dell'amico e al contempo un esplicito messaggio. Perchè? Perchè la nostra grande amicizia è iniziata proprio su una questione di tale tipo e in privato mi aveva suggerito di non scartare quello che a rigor di logica reputo impossibile o come direbbe uno scienziato incomprovabile poiché, nella vastità cosmica, esiste l' inspiegabile all'umana conoscenza. In più perchè questo blog è nato sotto la spinta di trovare risposte e, come ho già detto un di, ancor prima trovare il coraggio di mettere nero su bianco per averle. Ancora non so quanto coraggio troverò e fin dove mi spingerò a raccontare. Di certo so che la comunicazione psicosinergica è stata un atto d'amore di un amico nell'attimo estremo per fornirmi almeno una risposta utile a farmi comprendere che devo accettare quella parte di me che per codardia o testardaggine evito o riduco a una mera bizzarria del mio cervello. Far finta di niente sarebbe un po' come tradire la nostra amicizia. Come lui ha scritto: il tradimento dell'amicizia può prendere varie forme. La forma più grave e meschina è nuocere intenzionalmente e con premeditazione all'amico dopo che, tra i due amici, si è stabilito un grado di confidenza tale da instaurare una totale apertura e una completa fiducia. Poco meno grave è il caso dell'amicizia improvvisamente respinta per motivi più vari con l'amico che di noi si fida."


Ti sei fidato a tal punto di me da trasmetterm iil tuo ultimo alito? Veeeeeeeeeeeeeee più amico di così non potevi essere pony boys, alias...alias...alias... per me musicaio magico!


Ciao


la tua amica


dif o sdiffies


 ***


amicizia,perdita,medianità,contatti


Alcuni sanno il suo nome reale, per rispetto ho preferito mantenere  quelli usati da blogger però tanto per mantenermi in linea col suo  modo eccentrico di presentarsi e di interagire nel mondo virtuale vi lascio  un suo salutino...


 


 


 


 


 


 


 


 

mercoledì 21 novembre 2012

UN GIORNO SPECIALE

 


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Oggi per me è sempre un giorno speciale. Un giorno magico e d'intensa emozione che mi riporta alla mente visi felici, immensa gioia, tanta tenerezza e un via vai di chiassosa allegria dei miei tre pargoletti mentre cercano di toccare il nuovo fratellino e mi sfilettano una serie di domande e di perchè senza lasciarmi il tempo di respirare. Un giorno iniziato tempo fa con un vagito in una quieta alba autunnale e diventato da subito per me speciale. Una specie di appuntamento annuale nel quale ritrovo quel clima così festoso e pieno di risa sbarazzine con tanti attimi radiosi da acchiappare e tenere ben chiusi nel pugno per non farli svanire. Oso dire da trasformare nella certezza di un giorno che come nelle favole continua in una serie di altri giorni, in un e: fino alla fine dei tempi tutti insieme vissero felici e contenti. Ma la realtà del vivere è una cosa e quella delle fiabe un'altra. Oggi alcuni di quei visi raggianti che mi circondavano di affetto e di attenzioni li vedo ma non li posso sfiorare. Oggi alcuni di quegli occhi pieni di dolcezza che mi allargavano la mente e il cuore li posso solo vedere chiudendo i miei. Oggi coloro che mi trasmettevano energia e forza, mi stringevano la mano per darmi coraggio e infondermi speranza li trovo solo percorrendo col pensiero i sentieri inversi del tempo. Oggi le mie pietre miliari di ieri appartengono all'incognita del domani. Oggi le voci che si incrociano sono quelle di una mamma, del suo cuore e dei suoi pensieri che ritrovano in solitudine la loro emozione, il loro giorno speciale e abbracciano forte passato presente e futuro.


  Un caloroso abbraccio a tutti


Dif

domenica 3 luglio 2011

NELLA VALLE D'ERZEGOVINA

 In questi giorni si è festeggiato il trentennale delle apparizioni di Medjugorie, tanti i pellegrini accorsi da ogni parte del mondo, tante le emozioni, tante le sensazioni,  tante le cose recepite girando nei luoghi dele apparizioni....


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MADRE SANTA


Sfrondata E Silenziosa Ti Fisso In Questa Statua


Ispirata Da Notti Insonni Ad Artista Immanifesto


Per Cogliere Quell’alone Di Mistero E Grazia


Che Perviene Alle Genti D’ogni Razza


L’ Induce A Venire In Queste Valli d’Erzegovina.


Senza Sapere Se Il Cammino Ch’ Intraprende


E’ Per Fede Provata O Incredulità Sospesa


Stordita Da Frastuoni Apparentati Con Gli Assiomi.


MADRE SANTA


Intraviso Negli Occhi Diamantati Lo Spasmo


Per Figli Dissoluti Senza Ritorno


Sotto Lo Smalto Incolore Leggo La Trepidazione


Per Figli Malati Di Pudore Privi Di Coraggio


Farfalle Dall’ L’ali Mozzate


Pirottando Granellati Fra Arse Dune


Mulinati Da Venti Inospitali Del Loro Deserto


MADRE SANTA


Negli Occhi Sterminati Passano File Di Bambini.


Abusati, Schiacciati, Umiliati Da Spiriti Torti E Lordi.


Ondati Da Luce Stellata Balzellano Fra Anime Sterili


Destinate A Carezzar Figli Abbandonati


Ripudi Di Madri Insane E Fratricide.


MADRE SANTA


Nell’iridio Luminoso S’agitano Ammassi Informi.


Maciulli Traviati Da Guerre Scellerate


C’aspettan D’esser Rigenerati.


In Pagine Di Storia Sull’errar Umano E Sulla Gloria.


In Secoli Trascenti La Pietà.


MADRE SANTA


Negli Occhi Martirizzati C’è Il Figlio Adorato


Finì Crocifisso Ma Ci Ha Salvato,


Ti Scruta Con Immenso Amore Asciuga Lacrime


Rota Spicchi Di Sole Accecante


Rovescia Splendore A Marea Inneggiante


S’appella All’ Amor Di Genitrice Quisente Perdono E Favore Da


CRISTO SALVATORE.


Che Mani Carezzarono Soavemente Squarciato


Da Uomini Senza Onore E Senza Nome.


MADRE SANTA


Sotto Quel Manto Cilestrino Che L’artista Posò


Con Mano Esitante Per Non Sciupar L’incanto


Il Petto Si Solleva Effonde Uno Spiro Sfianto


Per Sorte Di Figli Abiuri Allettati Da Vacuo Brusio


Spettro Informe Rapente Anime In Eterno


MADRE SANTA


Cascate D’acqua Tersa Sgorgano Da Piedi Gnudi


Spruzza Arcobaleni Su Fiumi Imploranti


Li Bevera Ristora Guazza E Depura D’ Affanni


MADRE SANTA


Nel Battito Del Ciglio S’intravede L’’infinito


Solleva Veli Buianti Cieli Azzurrini


Stracolmi d’Angeli E Cherubini


Arpeggiano Con L’ali Note Foreste Al Sentire


Allietano Cortei D’anime Bianche


Eletti Foderati Di Luce Radiale Passan Fra Aiuole


Carichi Di Gemme Perlate


Empiono Canestri Di Speranze A Virgulti Acerbi


Frutti Abbondanti Maturati Da Preghiere.


Cascano Su Pellegrini Stanchi Fluenti Da Vari Sentieri.


MADRE SANTA


Le Tue Mani Affusolate Bianche Cerate


Si Muovono Leggiadre Fra Misteri Ignoti


Districano Trapassati Nell’indifferenza


Sfiorano Fronti Di Figli Dolenti


Salmodianti Nenie Concitate E Cantilene Di Rosari


Quietanti Timore Fallace D’incongruenti Ideali


MADRE SANTA


Con Occhi Divoranti E Pensierosi Cerco Di Carpire


In Statua Modellata


Trasfusa Al Terreno Da Luminaria Rara


L’armonia Di Perfezione DIVINA


Per Ritrovar Quel Filo Emozional D’orante


Magnificar A Lode L’ Interminabile Bontà


C’ Accoglie Chiunque S’appressa A Invocar


Intercessione A DIO Redentore


Odo Inni Gioiosi E Canti Melodiosi


M’allaga La Commozione Lo Spiro Vibra E Freme


In Un Baleno Ria Fervore E Consonanza


Sferzata Da Burrasca Accessoria


MADRE SANTA


Negli Occhi Gocciolanti Di Stelle Si Dirama Perdono


Abbraccia Consola Placa L’umano


Innova L’affratellamento Coercio


Pacifica Senza Vincolo Antropico.




PASSERO' A RINGRAZIARVI INTANTO  A TUTTI UNA LIETA SETTIMANA


dif


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

mercoledì 29 dicembre 2010

STA PER ARRIVAREEE....!!!

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Ormai il 2011 è alla porta di S. Silvestro, tutti siamo con le bottiglie in mano pronti a far saltare i tappi per dargli il benvenuto. Ognuno lo attende con ottimismo e grandi speranze ma anche con la curiosità dovuta al dubbio della sua incognita: sarà favorevole, bonaccio o iniquo? E' con questo dilemma che, dal tempo dei tempi, si cerca di entrare nelle sue grazie accogliendolo in pompa magna con abiti scintillanti, antiella, botti, mortaretti e fuochi d'artificio, tavole imbandite con ogni sorta di cibo che tradizione vuole allontani lo spettro della miseria e della sorte avversa, simboli propiziatori sparsi qua e la.  I più scaramantici  già interrogano l'oracolo, mentre i più curiosi hanno letto decine di previsioni più o meno suggestive su riviste e ascoltato tutti i vaticini dei “tecnici” divinatori nei programmi radio e tv. Naturalmente a chi in quest'anno morente è andato tutto alla grande scongiura  il 2011 che non gli scombussoli nulla; a chi invece tutto è andato maluccio freme per dargli un calcio e  coccola  il nascituro  convinto che lo toglierà da impicci. Insomma, chi più chi meno, tutti siamo entusiasti di festeggiare l'anno alle porte e al contempo subiamo il fascino del suo mistero: sarà fortunato o sfigato?

Oggettivamente è difficile dare una risposta precisa al  singolo. Altrimenti quelli con pronostico sfavorevole invece che accoglierlo con entusiasmo festaiolo ogni anno lo spellerebbero vivo!. Tuttavia, ipotesi generali basate sulla sua vibrazione, danno indicazioni precise sul come si comporterà, per cui anche quest'anno, un po' alla volta dirò la mia.

Tanto per entrare nel merito, inizio col dire che il 2011 è l'anno del "4" e sarà da prendere con le molle. La sua somma teosofica infatti è data da :2, lunare, passivo, ricettivo femminile + 0, vuoto, imprevedibile androgino + 11 attivo maschile dominante messianico, con totale 13 numero doppio, di sfida, attivo maschile radicale che ridotto ( 1+ 3 ) da il 4, saturnino passivo, materiale, quaternario sacro. Con le sue implacabili regole di serietà e correttezza muterà il modo di pensare e agire generali, e con la  particolare mescolanza di influssi catalizzanti rovescierà imprevisti favorevoli e contrari sul capo di ognuno, e, a livello mondiale si sbizzarrirà  a provocare  accadimenti capaci di “paralizzare” l'andamento globale. Sarà bene quindi salutare il suo arrivo in sintonia con il suo carisma procurandosi almeno uno dei simboli che calamitano le vibrazioni legate al suo potere numerico 4 . Eccone alcuni, chi vorrà potrà fare facilmente:

Croce : la forma emblema del 2011 è una croce in oro, a braccia perpendicolari di lunghezza uguale, smaltati uno di giallo, uno di rosso, uno di verde, e uno di blu; è l'essenza instancabile del tempo che opera nel macrocosmo. Portarla o averla sintonizzerà la mente in armonia coi quattro punti cardinali e con le sue variabili filosofiche, eviterà di concentrarla in progetti inutili, incompatibili con i cicli temporali che regolano lo scorrere dell'anno. Vale anche in legno o carta purché si rispettino forma e colori.

Cubo: il cubo con le facce colorate nei colori detti sopra è lo spazio annuale del 2011 contenuto nel tempo volumetrico metafisico. Averne uno intorno aiuta a penetrare nell'ordine metodico della materia universale che lo circoscrive per assimilare le proprietà della sua logica operativa e captare l'atmosfera realistica e senza devianze utopiche utile all'azione costruttiva di qualsiasi progetto.

Quadrato: il quadrato è la forma sintetica che indica il piano microcosmico nel quale l'anno agisce, tanto per intenderci il nostro. Va diviso in quattro parti uguali e ognuna colorata in giallo, rosso, verde o marrone, blu. Averne uno da guardare nei momenti di dubbio aiuterà a rimanere con i piedi in terra, a scegliere idee concrete, seguire le vie produttive che conducono a risultati proficui nella professione senza sperpero di risorse emotive e fisiche.

Casa: L'anno, essendo un 4, mira a risultati solidi e duraturi in ogni settore dell'esistenza, quelli costruiti mattoncino dopo mattoncino con pazienza e tenacia.  Un ciondolo a forma di casa o mattoncino saranno ideali per assorbire il suo potere, proteggere i beni immobili, esaudire il desiderio di  acquisto di una casa, mettere su famiglia, stabilizzare l'azienda. Va bene anche una piccola casetta in carta.

Numero: naturalmente il 4 è il suo valore maggiore;  mettere in bella vista un cartoncino con un bel 4 ci farà quadrare meglio i conti e calcolare i rischi in anticipo.

Colore: il 2011 predilige il verde. Sarebbe auspicabile possedere una giada o uno smeraldo per essere sotto l'influenza positiva della sua aurea ma anche una qualsiasi pietra verde basterà ad attirare le radiazioni che emette per essere a contatto con la sua luce pragmatica e illuminante.

Consiglio a tutti di comprarsi 4 nastrini: uno verde, uno giallo, uno rosso e uno blu; di legarli con un nodo al centro in modo che la lunghezza sia eguale da ambo le parti (in caso non lo sia basta tagliare, devono risultare pari) da tenere in borsetta, o in casa, in azienda in ufficio. Non faranno miracoli ma di sicuro sintonizzati con la natura del 2011 percepiremo gli influssi magnetici dell' energia positiva e efficiente che emette e mireremo al sodo come lui.

A TUTTI BUON ATTESA

dif

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Continua.......

 

martedì 10 agosto 2010

SOTTO LE STELLE

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MENTRE FACEVO IL BAGNO DI...STELLE  
HO PENSATO A TUTTI VOI CHE PASSATE DA QUI E HO ESPRESSO UN DESIDERIO ...
" OGNI VOSTRO DESIDERIO SEGRETO DIVENTI REALTA' "
OH... L' HO GRIDATO A SQUARCIAGOLA...
ALMENO UNA STELLA DEVE AVERMI SENTITO!
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BUON RISVEGLIO A TUTTI
DIF

lunedì 28 giugno 2010

PERCHE' NON SI TROVA?

 

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Stanotte ho fatto un sogno strano, ho sognato che osama Bin Muhammad Bin ʿawaḍ Bin lāden faceva gli sberleffi ai partecipanti del g 20 a Toronto, girava sopra le loro teste vestito da nembo kid e a uno a uno, li sollevava e li scaraventava in una profonda buca di carboni ardenti, soffiava sui loro fogli sparsi così forte da strapparli, con ghigni e risate li imitava, chiamandoli grandi buffoni, strimpellatori di stoltezze e rimangia decisioni, gli faceva certe pernacchie da far tremare le mura della sala,  terrorizzando  guardie del corpo e quanti stazionavano nei loro paraggi che se la davano a gambe levate,  in ultimo tirava fuori da sotto una tunica delle freccette e le infilava nelle loro cocuzze  facendoli cadere ai suoi piedi stecchiti urlando: <così finiscono gli insetti noiosi. > a sto punto presa da un’ira irrefrenabile mi avventavo su di lui e lo agguantavo per i piedi, lui però si trasformava e diventava un viscido  polipone, coi tentacoli  cercava di strozzarmi, mentre mi dibattevo per liberarmi mi son destata.

 Un vero incubo. Mi son svegliata sudaticcia, stralunata e infastidita di aver sognato un estraneo al mio mondo quotidiano. Se fossi di Pietro, direi che c’azzecca con me sto sogno, non son mica na politica o na fanatica, a malapena sapevo che c’erano i “grandi” riuniti in conciliabolo e poi è mica un adone sto tizio da convergere i miei desideri al punto da cullarlo nel pensiero per papparmelo in sogno

Bah!

 

Chi è sto Bin Laden?

 

È un santone, un pastore selvatico, un riccone eccentrico, un idealista risentito del sistema, un rambo guerrigliero, un giustizialista dell’iniquità sociale, un antimperialista, un nemico giurato del cristianesimo e degli stati uniti d’’America, un terrorista manipolatore di masse sprovvedute, un integralista della fede islamica, un difensore della sovranità popolare, un nemico reale sovversivo della pace nel mondo o un paravento??????

 

Sono anni che i servizi segreti di tutto il mondo cercano di scovarlo ma al momento per quanto si sa, è introvabile. Per rendere appetibile il suo stanamento gli han messo sulla testa una grossissima taglia ma ogni spedizione è vana. Più inafferrabile del vento è diventato un ago nel grande pagliaio del mondo.

 

Ma ‘ndo sta sto tizio ?

 

Forse ha il dono dell’invisibilità e un involucro lo rende inaccessibile all’occhio dei segugi.

Ha una stazione spaziale e vive felicemente in orbita, viaggia con gli alieni da un pianeta all’altro divertendosi a gabbare chi lo cerca manovrando   i fili del terrorismo.

Si volatilizza come benzene appena qualche sbirro fiuta il loco, donde si trova.

È un essere smaterializzato da qualche pozione magica di alchimisti buontemponi che entra ed esce come folletto dalle grotte di tora bora.      

È la misteriosa creatura delle nevi, lo yeti del k2 dotato di strani e sconcertanti poteri da sfuggire a qualunque spedizione catturanda, l’orco delle favole inventato per spaventare i bambini che si baloccano a fare la guerra, il fantasma del sommergibile predone dei sette mari, l’asceta del deserto o semplicemente una lepre da richiamo?

 

Perché non si trova?

 

Non si trova perché lo cercano dove non è o perché  hanno una visione distorta di lui e del suo modo d’agire? Veramente sono convinti che stia al freddo tra le pecore e le montagne, si  è accomodato in un antro al puzzo fetido degli escrementi di capra? Ma va la chi la beve na fola simile nell’era dei radar satellitari!

Lui se la dorme sui cuscini di seta,  si veste di mitra solo per i comunicati al arabiya,  è ben protetto ha più alleati di quello che pensano, è ovunque meno dove cercano, è chiunque meno quello che sospettano.  Perchè??????

 

Forse  sanno dov’è e lo lasciano stare a pasciarsi  dove tutti lo vedono  lui è ..  أسامة بن محمد بن عوض بن لادن

lo spaventapasseri del mondo convertito in video gioco, un omaccino virtuale che si cattura e uccide con pochi click

 

 

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Provare per credere

 

 

 

Spara al perfido Bin Laden, lanciagli contro i tuoi missili e fallo saltare in aria... ma attento perchè lui è molto veloce!

Usa le FRECCE direzionali per spostare il cannone, e la SPACEBARper sparare.


 

martedì 4 maggio 2010

QUALCUNO SA DARLE UNA RISPOSTA?

Questa vicenda  non è fiaba, non è fantasia di una monella, un racconto concepito da una mente spaesata,  è uno dei tanti eventi capitati nella vita di una normalissima donna che alle fiabe neanche crede, il trascendente non lo esclude bensì lo prende con le molle, è  più  scettica incallita che credula. La poverina da anni si arrovella a trovare una risposta, ha cercato, scartabellato, domandato qua e la ma o l’han guardata di traverso o gli han semplicemente risposto: “Ma va l’ha, non può essere, son vaneggi di un’immaginazione  fervida, fatti vedere da uno psicopatologo!”  La poverina disperata  c’è andata, quello l’ha visitata e rivisitata ma strana non l’ha trovata, semmai un tantino  suscettibile e irritata le è sembrata al momento di  pagare l’onerosa parcella. Fatto sta, risposta non l’ha trovata e da anni  la cerca affannata per porre fine a  dilemmi che ogni tanto la catapultano ai confini dell’assurdo, costringendola fra se e  se a raccontarsi cose come questa che or posto:

< Creatura iridescente, bianca come lattea luce un giorno ti vidi. C’era l’alluvione, sospesa sopra il fiume, seguivi il mesto procedere di una famigliola alluvionata. Scivolavi al  fianco degli scampati che si erano appollaiati su una barchetta stringendo al petto i loro fagotti di cose raffazzonate alla rinfusa. Eran padre, madre, due figlioletti e una vecchia nonna, remavano lentamente, gli occhi fissi sull’acqua limacciosa, i volti muti, rassegnati all’ineluttabile si allontanavano da averi e casa sommersi dalle acque trasbordate dagli argini del Po senza accorgersi di te che li seguivi passo, passo.

Dove ti ho visto? Precisamente tra Brescello e Guastalla, lungo una biforcatura disegnata dalle acque fuoruscite dal letto principale del fiume, nel silenzio assoluto che lascia una tragedia appena consumata, seguivi il lento andare degli sventurati con atteggiamento protettivo e carezzevole.  Stavi a loro fianco, li scortavi con l’ansia curiosa di sorte  avversa che ha trafitto ingiustamente, il timore apprensivo di un pericolo vitale ancora non scampato dai poverini.

 Eri tutta di luce, un essere sottile e leggiadro fasciato di luce, braccia e gambe affusolate, non eri trasparente o informe macchia ma un corpo fatto di materia luminescente dalle proporzioni simili a quelle umane che camminava sospesa a un pelo dall’acqua.  Non ho visto occhi ma dall’atteggiamento del volto rivolto verso la famigliola ti comportavi come se vedevi, giravi il volto per guardare innanzi,  quasi a voler essere timone di quella piccola barchetta stracarica per condurla in salvo. Mi sei apparsa trepida e sorridente materia iridescente, un neon vivente con una ciambella sopra il capo, fatta della stessa sostanza, se così posso definirla, uguale al corpo, se così posso chiamarlo, staccata di circa dieci centimetri non ruotava almeno a me sembrava, non ti sorreggeva ma in qualche modo che io non posso definire, da umana, ti serviva.   Non so chi eri da dove venivi come facevi a essere li, perché io ti vedevo e gli altri no almeno credo perché non battevan ciglio di meraviglia.

 Flessuosa e agile creatura sconosciuta a questo mondo, almeno da me, nell’aria camminavi, ti muovevi, con le mani carezzavi quelle creature umane meste e silenziose pressate da pensieri per l’indomani incerto.  Scivolavi, quasi ti meravigliavi che fossero afflitti, osservavi acque e visi, esortavi ad andar sicuri innanzi, forse sussurravi parole di conforto, che io non potevo afferrare, ero spettatrice e non fruitrice delle tue preoccupazioni.  

Impietrita senza una risposta precisa con lo sguardo, ti ho seguito, con la testa scombussolata dalla tua vista mille domande mi hanno assalito, nessuna risposta certa è scaturita, solo stupore. Ancora nel mio occhio sei impressa,  nella mia mente mulinelli come un rompicapo affascinante e infinito.  Da allora un succedersi di  domande mi son posta,  senza senso  l’alternarsi di risposte.  Eri santo protettore, eri angelo, eri creatura sorta dalle acque, d’altro pianeta venuta, eri uomo, eri donna, eri  androgino asessuato.   Chi eri  e  dove  posso trovare  la soluzione al mio cercare?  Chi  osa darmi una  risposta se creatura  nessuno che io conosca ti ha vista.  Mi prendono per matta solo ad accennarlo, figurarsi a  dirlo! Lo sussurro piano,   mi arrovello nel ginepraio dell’assurdo, studio e seguo l’informale, l’astruso paranormale, non ti trovo descritta nemmeno sognata e vagheggiata da una logica umana rappresentata da una  scienza concordata su nozioni  che ti  escludono a priori.

Perché  ti sei palesata, concessa alla mia vista, quali riflessioni vuoi che faccia  per arrivare a conclusioni che reggono al senno razionale senza arenare o ribaltare nel marasma delle tesi  infondate di realtà soprannaturali.  Di sicuro ti ho estrapolata, involontariamente captata filtrandoti in un attimo di luce sbagliata  che correva a  velocità rallentata, afferrabile da mio occhio mortale  ma nessuno che io conosca, creatura iridescente, crederà che quel mercoledì  ti abbia vista mentre il campanile della chiesa, mezzo sommersa dalle acque del Po,  rintoccava per tredici volte quasi a dirmi sei  desta, non stai sognando o sei caduta in stato ipnotico in mezzo alle acque, hai le traveggole   per uno scherzo  burlone. 

Chi può credere a una storia  simile non so.  Comunque da qualche parte esiste chi conosce la risposta o può almeno dirmi è raro ma  possibile che tu, creatura iridescente bianca come la via lattea, con una ciambella  sopra la testa,  quel giorno fossi lì a sostenere una famigliola, guidarla  nel pantano delle acque, esortarla a non perdere coraggio  ed io, per fortuna o più per  scarogna giacché mi pesa come un macigno,  ti ho vista come vedo una casa, un albero, una qualunque cosa fatta di materia che si vede e si  tocca.

Accidenti, e riaccidenti perché queste cose particolari capitano a me che non le voglio e non le cerco non so proprio. So solamente che  devo accettarle tanto non saprei  a chi  e dove contestarle.  Non posso gridarle al mondo, mi manca il coraggio  di come poi gli altri ti guardano. Non avrei paura di affermarle a uno scienziato purché non sia prevenuto e limitato, consideri vero tutto  quello che è comprovato e fasullo tutto il resto,  sol perché ancora non documentato. Se proprio, proprio devo essere sincera, vorrei alquanto spiegare ste cose all’apparenza astruse  e scientificamente sconosciute a chi sa poi trarne conclusioni, magari  avere quel tassello che gli manca  a un sapere umano limitato al vedere.

Di certo quel che mi racconto so che è tutto vero ma per ora posso sussurrarlo piano, piano. >

***

 

Qualcuno sa darle una risposta che non sia la solita ovvia: ma va l’ha l’è una fola bella e buona?????

 

 ***

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venerdì 19 marzo 2010

NEL SILENZIO PAPA'

 

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nel silenzio del giorno

percepisco

la tua voce

nel silenzio della notte

percepisco

 il tuo respiro

nel silenzio del pensiero

percepisco

il tuo amore

nel silenzio degli occhi

percepisco

l'imparzialita'

 nel silenzio delle labbra

percepisco

 il richiamo severo

nel silenzio del mondo

ti vedo

 a fianco papà

nel silenzio del sole

 percepisco

l’indissolubile

bellezza

d’un amore filiale

la gioia

di trovarsi

oltre il silenzio

in verità

chiusa nel  silenzio

dei passi

in luce d’ aurora

papà

  ti  ritrovo sempre

nel silenzio  

quieto d'un monte

di un fiore

 nel vento

che mi sfiora

ogni volta

che ho urgenza

di te

  ti  ritrovo nel silenzio  

del cuore

papà

....................................................

dedicata a tutti i papa'

lunedì 21 dicembre 2009

LIETO NATALE A TUTTI

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NATALE, UN GIORNO
Perché
dappertutto ci sono cosi tanti recinti?
In fondo tutto il mondo é un grande recinto.
Perché
la gente parla lingue diverse?
In fondo tutti diciamo le stesse cose.
Perché
il colore della pelle non è indifferente?
In fondo siamo tutti diversi.
Perché
gli adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo vuole.
Perché
avvelenano la terra?
Abbiamo solo quella.
A Natale - un giorno - gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo.
Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni di candele.
Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta.
Allora tutti si diranno "Buon Natale!" a Natale, un giorno
di Hirokazu Ogura
albero gubbio 2009.jpg
Auguro a tutti gli amici un Natale gioioso...
Auguro a tutti i blogger e lo staff un Natale  lieto...
Auguro a tutti i sofferenti nello spirito un Natale di luce
Auguro a tutti i dimenticati un Natale di affetto festoso...
Auguro a tutti i bambini maltrattati un Natale di amore..
Auguro a tutte le mamme che soffrono per i figli scomparsi un Natale di vicinanza
Auguro a tutti gli operatori di pace un Natale di comunanza
Auguro a tutti gli operatori di giustizia un Natale di solidarietà
Auguro a tutti quelli che hanno perso il lavoro un Natale di speranza
Auguro a tutti quelli che sono in carcere un Natale illuminante
Auguro a tutti coloro che hanno in cuore l'odio un Natale conciliante
Auguro a tutti i maltrattati un Natale di tenerezza
Auguro a tutti i tormentati e depressi un Natale di ottimismo
Auguro a tutti i disperati un Natale di rinascita
Auguro a tutti i politicanti un Natale di coscienza sociale
Auguro a tutti gli uomini un Natale di equità sociale
Auguro a tutti i giovani un Natale di conquista e innovazione
Auguro a tutti quelli che sono soli un Natale di abbracci e  incontri
Auguro a tutti gli intolleranti razziali un Natale di comprensione
Auguro a tutti quelli che hanno disperso la fede di ritrovarla
Auguro a tutti gli atei un Natale di cammino e ricerca spaziale
Auguro a tuttii vigili del fuoco un Natale di calore umano
Auguro a tutti gli operatori volontari un Natale ricco di serenità
Auguro a tutti i malati nel corpo e nello spirito un Natale di coraggio e fede
Auguro a tutti gli oppressori un Natale di carità
Auguro a tutti i giornalisti un Natale di verità
Auguro a tutta l'umanità un Natale di pace, tolleranza, felicità e abbondanza
Auguro a tutti di andare oltre i loro "recinti" e di passare un Natale  di eguaglianza, perdono e fratellanza
L'albero della foto è il più grande del mondo, le 700 luci sono state  accese il 7 dicembre a Gubbio da Bertolaso  tra una folla cosmopolita.

martedì 20 ottobre 2009

Stranezze emotive

Una Domenica mentre assistevo ad una cerimonia importante ed ero concentratissima ad ascoltare l'oratore che esaminava da un punto di vista di Fede Cristiana l'importanza di non essere spettatori passivi nella vita comunitaria ma di adoperarsi per migliorarla, all'improvviso recepii un’intensa" vibrazione" che mi produsse un deciso movimento oscillatorio, quasi da farmi perdere l'equilibrio. Dall'intensità afferrai che qualcosa di forte e impaziente stava richiamando la mia attenzione.

Cercai di reprimere l'onda vibratoria per non perdere il filo del discorso che stavo ascoltando, niente, questa si fece impellente, diventando quasi una "tempesta" che non mi lasciava alternative, girai lo sguardo per disperdere la vibrazione ma stranamente in ogni cosa mi sembrava vi fossero stampati dei numeri. Sbattei gli occhi pensando ad un’allucinazione, a un riverbero casuale che mi travisava il campo visivo. Niente da fare i numeri tornavano più “vivi” che mai. Così capii che non potevo sottrarmi alla “ stranezza emotiva”, quei numeri mi sollecitavano a raccogliere il messaggio cifrato ed a trasmetterlo a qualcuno dei presenti.

Ma.. a chi se non conoscevo quasi nessuno? E, poi perché in quel momento turbavano i miei pensieri che erano lontanissimi da qualunque aggancio a  questioni numeriche?

Finita la cerimonia, mentre insieme agli altri convenuti mi apprestavo a lasciare la sala, mi si avvicinò una persona chiedendomi un parere su quanto era stato detto. In quell'istante capii a chi era destinato il "messaggio"contenuto nei numeri che mi erano ballonzolati intorno, una forte scossa, una specie di scuotimento viscerale mi attraversò da capo a piedi. Così invece che rispondere alla sua domanda iniziai a cicalare, con le gote in fiamme per l’imbarazzo gli dissi che entro cinque giorni ci sarebbe stato un avvenimento imprevisto nella sua routine, non doveva spaventarsi, anzi doveva accoglierlo con serenità perché gli serviva a trovare il "coraggio" per fare quei cambiamenti che voleva da tanto ma non si decideva ad attuarli per varie remore. Ovviamente la persona mi guardò tra il perplesso e lo spaventato, però proseguendo la chiacchierata al bar di fronte alla sala del meeting,  mi confidò che da qualche annetto aveva un sogno nel cassetto, un progetto di cambiamento lavorativo  accantonato e rimandato per timore di non farcela ed anche per ingerenze dei familiari.

Mentre me ne parlava  mi spaventai un po’ mi sembrava di avvertire tra le sue parole  il fato che lo tampinava…..oibò mi dissi mentalmente, frena …..frena   stai  diventando visionaria !!!

Dopo un’oretta di chiacchierata nel salutarci  ci scambiammo i numeri telefonici, non ricordo la motivazione precisa, ricordo un: non si sa mai che ….Poi, lui si allontanò, sicuramente con qualche dubbio in più, io con una  stramba agitazione che mi  rovinò il resto della giornata.

Ieri, quando ormai questo episodio l’avevo rimosso dalla mente, mi ha telefonato. Sul momento ci ho messo un po’ a focalizzare chi era ed ha ricordarmi il tutto.   Mi ha raccontato che il 5 luglio era  stato  licenziato dall'azienda per cause imprecisate, alla sera un vecchio amico, ignaro della situazione, gli aveva  offerto di entrare in società proprio nel ramo che desiderava, aveva  accettato subito ricordando quello che gli avevo detto casualmente quella mattina. Ora si trova bene, anzi è entusiasta e per il momento tutto fila liscio. Poi mi ha ringraziato aggiungendo: comunque vadano le cose dopo quella “nostra “chiacchierata ho capito che il condizionamento degli altri era una scusa, non lasciavo il lavoro perché non volevo lottare e non volevo guardare la realtà in faccia.

Non so perché ma la telefonata mi ha fatto piacere. Probabilmente per sentirmi  meno strampalata!!!!

giovedì 23 luglio 2009

PRESSIONI NUMERICHE

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L'espressione "dare i numeri" di solito viene usata per dire a qualcuno, in modo garbato, che i suoi ragionamenti sono "sballati", illogici. Anch'io a volte do i numeri!!! Però non in tal senso, o almeno credo, ma...nel senso di dare dei numeri alle persone.
Numeri fortunati da mettere in gioco?? Spesso ma non sempre. Talvolta solo numeri che servono alla persona per indicargli un qualcosa che può essere una data, un giorno, comunque un’indicazione di un evento che potrà cambiargli la vita oppure servirgli da avvertimento per fare o non fare qualcosa come ad esempio concludere un affare, fare un investimento, prendere una decisione, partire per un viaggio ecc.
Di solito sono numeri che a cadenze irregolari percepisco con intensità, numeri che mi si presentano in vari modi, come se mi chiedessero di prendere consistenza ma si materializzano nel momento in cui avvicino una persona o sento pronunciare il suo nome. Insomma avverto delle vibrazioni con frequenza ritmica che aumenta di intensità in presenza di determinate persone che mi obbliga a scrivere o a dire una data o dei numeri.
Naturalmente la cosa a volte mi imbarazza, specie quando nel riferirli noto sul volto delle persone chiari segni di perplessità o...peggio! Però devo farlo. Infatti le sollecitazioni che avverto non mi abbandonano fin quando non ho scritto o comunicato quei dati numeri, anzi quando per pudore o per ...altro mi rifiuto di "dare i numeri" subisco da parte "loro" ritorsioni negative. Per esempio se il numero 20 mi pressa e io non lo riferisco al destinatario qualunque questione abbia un riferimento 20 mi diventa contraria così capita che perdo 20 euro o il 20 del mese successivo la giornata a dir poco è assai difficile! Perciò, anche se non trovo il bandolo della matassa per spiegarmi la questione, a mie spese, ho afferrato che quando un numero mi "chiama" rispondo, me ne libero con velocità e senza tanti crucci.
Oggi 14 46 84 12 mi chiedono di darle visibilità, non so perché né per chi e neppure quale messaggio vogliono indicare tranne che le lettere M B E sono un riferimento.
Le vibrazioni sono fortissime, quindi sono certa che il messaggio cifrato arriverà a chi o a quanti è indirizzato e saprà cogliervi l'opportunità o il nesso che a me francamente sfugge.
I numeri in più "dicono" che i nati il 25 debbono osservare bene questa sequenza numerica 1180088155 perché vi troveranno la risposta di un quesito o vi estrapoleranno la radice che serve da moltiplicatore per un’equazione di enorme importanza per avanzare nei loro progetti.(???)
Ma... io riferisco…!!! In  questi giorni  tutti sono a caccia di numeri per una sestina vincente, sarei felice se qualcuno trovasse fra questi numeri  l’ispirazione  per azzeccarla. Purtroppo non sono destinati a me. Di  solito funziono solo da radar, divento un sensore rice- trasmettitore. Peccato...

 

 

 

giovedì 2 luglio 2009

LENTO PROGRESSO

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Quando ho aperto il blog la mia intenzione era quella di liberarmi di conoscenze scomode, soprattutto trovare il coraggio di superare le barriere psicologiche che mi hanno sempre  impedito di raccontare le cose insolite che ogni tanto si intrufolano  nella mia vita imbarazzandomi ed a volte lasciandomi perplessa sul perché le percepisco, le vedo o le intercetto nonostante la mia volontà avversa. A dire il vero,  il cammino ad “aprirmi agli altri” senza il timore di essere derisa o peggio passare per una conta frottole si è rivelato molto lento e tortuoso. Le mie resistenze a valicare i recinti convenzionali  sono ancora  forti, tuttavia sento che non devo arrendermi,  prima di tutto perché è ora che io accetto quella parte di me che esula dal razionale se non voglio continuare a sentire un disagio intimo che mi turba e mi consuma energie nell’ostinarmi a ignorarla. Ulteriormente  perché spero che prima o poi qualcuno attraverso il blog sappia rispondere ai miei interrogativi o quantomeno riesca a spiegarmi se esistono sensibilità che vanno aldilà della normalità riuscendo a vivere frammenti di realtà alternative contemporaneamente, senza perdere conoscenza e senza praticare alcunché di irregolare o spiritico. Quello che mi inquieta  non è il fatto di avvertire cose strane, credo che a tutti capiti di avere qualche percezione sensoriale premonitoria e singolare specie legata a persone care,  quanto il vedere, in momenti assolutamente lontani da precondizioni emotive che possono favorirli, esseri  diversi da quelli che ogni giorno incontro, le cui forme  non corrispondono  alle mie conoscenze  documentali, sentire  materialmente il contatto di nature diverse in momenti nei quali pensieri e gesti esulano da qualsiasi aggancio a questioni inconsuete, sono esclusivamente  appartenenti al discernimento della vita umana corrente. Per esempio, perché mentre sono allegramente impegnata a cucinare, a sbrigare di fretta mansioni prettamente concrete per assurdo tipo zappare o rasare il prato chiacchierando con il vicino di cose terra terra, all’improvviso nella mia mente si apre uno squarcio di tutt’altro genere,  sento una voce che mi racconta cose private di se o di altri che a me non interessano minimamente né in quel momento né in generale? Oppure, perché mentre sono in vacanza e mi godo relax, compagnia, luoghi e quanto c’è di bello e straordinario  intorno a me all’improvviso vedo esseri dissimili  che interagiscono nel contesto ma si muovono come se tempo e spazio fosse diverso? Cosa centrano e da dove provengono? O invece mentre conduco le mie aspre battaglie  con bollette, spese e conti   qualcuno si intromette con prepotenza nel filo dei miei pensieri comunicandomi accadimenti presunti?

 Tanti i fatti inquietanti che s'insinuano  nel vissuto, non  comprendo, non so dargli una risposta  plausibile.  Desidero circostanziare  che  conduco una vita semplice, quanto mai connessa ad una realtà dura, di lotta e rozza fatica, quindi assolutamente lontana da immaginazioni fantastiche, trasporti utopistici devianti l’oggettività, legata a mistiche e filosofie astratte.

Non fosse altro per avere, da sola, sul groppone la responsabilità morale e materiale di quattro figli è infattibile ch’io mi trastulli dietro concetti aleatori o evado dalle cose tangibili.  Vero che ogni tanto ho necessità di mantenermi a stretto contatto con il suolo e devo camminare in casa scalza, o andare a trascorrere qualche fine settimana dove posso sdraiarmi e sentire l’humus che si sprigiona dal terreno del luogo ma sono le uniche stravaganze che mi concedo e mi servono a scaricare l’aggressività che accumulo durante le battaglie quotidiane.  Quando posso  leggo  molto, però le tematiche  che scelgo non sono mai  di tipo fantascientifico, legate a spettri o robe simili, anzi ho un rigetto anche per i film che trattano argomenti del genere. Tanto per chiarire,  per ben tre volte sono andata spontaneamente a farmi analizzare da uno psichiatra per sapere se le rotelle erano  a posto,  sono andata fino a Ginevra da un grosso luminare del settore,  ma ogni consulto specialistico ha decretato che non ho  niente fuori posto, nessuna anomalia, neanche sono influenzabile, depressa,  emotivamente impressionabile,  ho patologie ossessive o soffro di sdoppiamenti della personalità. Ognuno ha concluso che  sono banale, un essere umano senza particolari problematiche che richiedono approfondimenti o somministrazione di qualche pilloletta dall'effetto placebo. Al massimo:“Una donna sofferente per  dispiaceri dovuti a problemi familiari”. Bella scoperta, in quel momento il padre dei miei figli era scomparso all’improvviso.  Più che sofferente ero stravolta  e allibita considerando le responsabilità che ereditavo!  Certo quando sono andata a farmi analizzare non ho minimamente accennato a queste mie stranezze intercettatrici perché lo scopo era quello di stabilire se ero sana di mente ho se invece ero uscita di senno.  Se  avessi accennato a questi “trasbordi visivi” ai contatti mnemonici e corporali  il loro parere sarebbe stato uguale? A volte il pensiero mi infastidisce, poi penso che uomini di  scienza siano in grado di leggere nel profondo, oltre ciò che una persona manifesta e dice. Quindi non è il mio cervello ad andare in tilt ma una parte di me. Forse, ogni tanto, un pezzo di me si trasforma in radar capace di raccogliere vibrazioni emesse da estranei, capta trasmissioni di pensiero provenienti da persone lontane  o forse riesce a sognare da sveglia. Perché? Principalmente,  perché succede ad una che non le cerca,  non le vuole, le rifiuta e le considera avveniristiche forme d’isterismo visionario di persone grulle,  crede in Dio ma senza particolare slancio mistico, si vergogna al solo pensiero di raccontarle anche in forma anonima?  Di fatto a nessuno ho  detto del  blog. Ho pensato che  mi sarei sentita libera e facilitata a trovare il coraggio necessario ad esporre fatti, per così dire enigmatici a interlocutori virtuali, poi non raccontando queste cose strampalate a persone che mi stavano davanti in carne e ossa credevo di superare il pudore, le paure e le  diffidenze che generalmente mi impediscono di farlo. Invece, tranne timidi accenni sporadici, ai quali auto violentando la mia naturale avversione non ho potuto sottrarmi, come il “ messaggio di Eluana “ ancora non  sono riuscita spezzare i recinti d’un qualcosa che mi sembra una condanna e non una predisposizione naturale, un valore sensorio aggiunto. Comunque non demordo, Più mi  ostino a respingere l’insolito e più quello s’intrufola nella mia vita, perciò la miglior strategia per allontanarlo ho dedotto deve essere  quella di esorcizzarlo svelandolo. Certo preferirei raccontare i fatterelli straordinari a viso aperto, in forma diretta come uso agire nella vita, ma ho  timore di imbarazzare i miei figli o di esporli a rischi di ritrovarsi  una madre lontana dal modello che loro conoscono seppure   scherzando dicono: una madre come te se non ci fosse dovremmo inventarcela!

In conclusione il progresso è lento, debbo superare le resistenze autodifensive e  le prevenzioni educative verso fenomeni non propriamente comuni ma ormai la volontà è inarrestabile, un po' alla volta metterò nero su bianco le scomodità segrete.