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domenica 8 marzo 2015

Giornata internazionale della donna



Come noto, oggi 8 marzo, è la giornata mondiale dedicata alla donna. Non starò a disquisire con mie opinioni su questa giornata che in più di cento anni non ha portato alla donna quei riconoscimenti di dignità umana e pari condizioni di diritti in nessuna società. Nemmeno in quella  che si definisce, evoluta, democratica e civile. Anzi in certi casi, stando alla cronaca giornaliera, le ha pure peggiorate. Piuttosto voglio rendere omaggio a tutti i milioni di donne che in silenzio, senza chiedere nulla in cambio, in ogni angolo, anche il più sperduto e sconosciuto  si prodigano, si sacrificano e donano indiscriminatamente intelligenza, braccia e cuore per rendere migliore la permanenza agli esseri  di questo variegato pianeta umano, con una poesia bellissima di Rabindranath Tagore:


DONNA
Donna, non sei soltanto l'opera di Dio,
ma anche degli uomini, che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.
I poetai ti tessono una rete
con fili di dorate fantasie;
i pittori danno alla tua forma
sempre nuova immortalità.
Il mare dona le sue perle,
le miniere il loro oro,
i giardini d'estate i loro fiori
per adornarti, per coprirti,
per renderti sempre più preziosa.
Il desiderio del cuore degli uomini
ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.
Per metà sei donna,
e per metà sei sogno.







bydifsdiff



venerdì 27 gennaio 2012

ORME

 


SEMINATI


CATARTICI


SCORRONO


ASSURDI


PASSATI


INTERMINABILI


ORME


LUCENTI


 MEMORIA


ONORA


 


fiume.jpgdif


per non dimenticare.....mai....6.000.000 di vite spezzate da umana follia


 

lunedì 14 febbraio 2011

DOLCISSIMO SAN VALENTINO!!!

Sei tu

1 - Copia.jpg 

Mi spingi oltre i miei limiti
e sento di vivere appieno la mia stessa vita,
in te ho incontrato me stesso
e ho guardato oltre,
oltre ogni inimmaginabile limite.
Ho guardato nel profondo dei tuoi occhi
cercando di comprenderti
ma, ho visto tutto quello che di me
mai avrei voluto vedere.
Ho visto la mia fragilità e la mia insicurezza
i miei sensi di colpa e i miei complessi
le mie paure e la mia insofferenza
ho visto le mie tenebre e i miei demoni
allora, ho guardato ancora oltre
e nel profondo del mio cuore, un mare in tempesta,
un oceano immenso dove tuffarsi e perdersi
e lì nel profondo della mia anima ho compreso!
Ho provato piacere e orgoglio
nel capire quello che oggi provo
nel sapere chi oggi sono veramente
adesso so che amo le cose belle
so che amo tutto quello che la vita mi offre
e una di quelle sei tu.

 paulo coelho

***

 

con questi versi di un grande poeta auguro a tutti

un dolcissimo san valentino

dif

sabato 13 novembre 2010

A TE

 

rose.jpg

A te

mio sole di risveglio

sorriso dolce al profumo di caffè

A te

mia stella di sogni

Carezza che fuga ombre e notte

A te

mio faro

speranza d’ogni approdo

A te

mio fiore d’amore

complice d’ogni ardente passione

A te

mio pilota

maestro nelle corse sfrenate della vita

A te

mio amico

Trasformatore di pianto in sorriso

A te

mio compagno

geniale fantasia d’ogni ardimento

A te

mio ispiratore

Critico acuto in ogni azione

A te

mio angelo

consolatore d’ogni affanno

nelle lotte e nell’inganno

ogni lacrima asciughi

ogni tempesta rimuovi

ogni salita spiani

A te

che sei tutto per me

Si

proprio a te

Dico

come fai

a non stancarti di me?

.

dif

a chi mi sopporta....

.

A TUTTI UNA DOMENICA FELICE E UNA SETTIMANA SERENA

 

lunedì 1 novembre 2010

OMAGGIO A P.P.PASOLINI

pas.jpg 

il 2 novembre 1975, per mano barbara ancor oggi imprecisa, Pier Paolo Pasolini, lasciava questo palcoscenico, che lo aveva visto grande protagonista discusso in patria dal  mondo politico, religioso e intellettuale ma riconosciuto oltre i confini e apprezzato dal pubblico giovanile e non, e, dagli intellettuali senza paraocchi, per volare su quello  dell'Eterno.

Non so il motivo ma come mi succede spesso, ho avvertito un'esigenza impellente di un contatto animico, un richiamo di memoria che mi spingeva a rileggermi alcuni stralci di sue opere e certe poesie che da sempre amo per i contenuti e per ciò che mi trasmettono.

Infatti, quasi tutti i suoi scritti mi provocano riflessioni e smuovono in me l'apatia del conformismo intellettuale borghese e spicciolo. Le sue poesie però mi emozionano particolarmente, sia per come e quanto sapeva cogliere e anticipare talune manipolazioni e distorsioni della società, sia per il travaglio e il tormento personali che trasfondono. In questo momento, una è penetrata in me e frulla nella mente con maggiore forza. Probabilmente è il mio stato d'animo che nella ricorrenza dei defunti mi rende vulnerabile e recettiva a carpire significati reconditi nei suoi versi, che mi turbano. Comunque sia m'è parsa quella più adatta per rendere omaggio alle sue eclettiche qualità d'artista e di uomo travagliato, espresse in questa vita terrena, tanto precocemente e vilmente spezzata:

 Hymnus ad nocturnum


Ho la calma di un morto:

guardo il letto che attende

le mie membra e lo specchio

che mi riflette assorto.


Non so vincere il gelo

dell'angoscia, piangendo,

come un tempo, nel cuore

della terra e del cielo.


Non so fingermi calme

o indifferenze o altre

giovanili prodezze,

serti di mirti o palme


O immoto Dio che odio

fa che emani ancora vita dalla mia vita

non m'importa più il modo.


Pier Paolo Pasolini

 *

Vi lascio un brano musicale: “Cristo al mandrione” 

 

interpretato da Grazia de Marchi

è una delle varie composizioni poetiche, ricche di contenuti di vita e pregiudizi, scritte da P.P.Pasolini

*

FELICE SETTIMANA A TUTTI

DIF

* 

Per la cronaca: P.P.Pasolini è stato un eccellente artista intellettuale  a 360°

Oggi riposa nel suo amato Fruili, a Casarza delle delizie in provincia di Pordenone

lunedì 12 luglio 2010

IL MIO ARCOBALENO

 

Arcobaleno%201 (2).jpg

Il mio arcobaleno

non è un pensiero vago

è il diario luminoso

dove scorre il mio colore

ogni giorno intingo la matita

prelevo il color delle impressioni

nel blu concerto le tempeste della vita

la preghiera la zampillo nel viola

nel rosso affogo l’ amore e la passione

nell’indaco transito verso l’infinito

nel giallo arcuo il fare giornaliero

le sconfitte abbandono nel nero

ogni sentimento nel rosa appunto

nell’arancio d’aurora le gioie esalto

i dilemmi li colo nel grigio della sera

nel verde affresco le vampate dell'ira

nel bruno fugo gli spettri del futuro

nel cobalto ricomincio da zero

ogni nuovo giorno lo metto nell’oro

d'argento tingo ogni bel sogno

nel lilla abbozzo le sfide del fato

il reale pensiero nel bianco srotolo

ogni di conquisto la mia tinta

le emozioni schizza l’iridata matita

sulla celeste tela scrive la mia vita

 ><

dif

><

 

SUSJ 170 (2).JPG

martedì 13 aprile 2010

ALITO DI BREZZA

 

angelo.JPG

Madre,

non ti ricordo tanto bianca e silenziosa

eppur su quel letto d’ospedale, sparso tra monti

Il tuo volto incorniciato da ovatta spumeggiante

 come raggi lunari che scivolan serpentini mi  rifrange

sull’acque calme del nostro lago sciabordoso

ombreggiato da riflesse colline e argentei filari d’olivo.

Non ricordo madre di averti visto supina

stesa a riposare senza quel faccendio di mani,

quel riso cristallino e  dirompente che m’invade

al risveglio, fugando nel chiarore del mattino

le ombre portate da deliri  onirici molesti.

Madre,

non vedo lo sguardo malizioso  migrar tra le pareti

cercare aloni  di volti amati e passati dolorosi,

né il tuo petto ansima nella fretta

di districar gli affanni della vita,

non sento il ticchettio de’ passi andanti

di figlia in figlia per allievar crucci fumigosi   

e il ritmo del tuo canto stornellato perdersi nella via.

Madre,

sento il battito dell’orologio

 rintocca dal campanile della tua chiesa

mi sembra un canto accorato che svolazza

tra un olezzo di fiori sparsi e grani di  litanie

recitate da un coro di voci  frastornato

una brezza all’improvviso ti carezza

passa tra cuori affranti di stupore

sfiora ginocchia piegate e mani inquiete,

ti solleva, ti porta via come piuma leggera

si perde tra le nubi di occhi lacrimosi.

Madre,

 così bianca e indifesa mi sembri

una bimba spersa tra  braccia vigorose

con  lento dondolio la cullan amorose

sul ritmo d’una nenia a batter  d’ umido ciglio

chiude a finestre spalancate sul mondo

 squarcia  orizzonti discosti fra  luci e stelle

e suoni misteriosi come ali di colombi

Madre,

non ti ricordo tanto bianca e silenziosa,

ti ricordo allegra e maliziosa, con l’occhio luminoso

spalancato sull’alito di brezza della vita

nel giorno che ci sei entrata. 

 

 

 

 

 la foto l'ho scattata  sul monte crizna

venerdì 12 marzo 2010

PRESENZA

 

39.JPG

 

C’è moltissima letizia

Nel  mio oggi

So..che cammini al mio fianco

I tuoi passi sono impercettibili

La mancanza di materia

Non annulla la presenza

La parte migliore resta

 

C’è moltissima gioia

Nel  mio oggi

So..che

Il  tuo pensiero mi segue

La distanza dei corpi è solo

Un fatto marginale

Una..convenzione

Impossibilità di vederti

Correre e affannarti

Stringere corpi amati

Sfamarti  di tenerezze

 

C’è moltissima serenità

 Nel  mio oggi

La tua voce mi giunge

Placa la costrizione

Dell’impossibilità di toccarti

Parlare e scongiurare

Non partire, non andare

 

C’è moltissima fiducia

Nel  mio oggi

Seguo il vento

Vivo  nell’attesa

Di reincontrarti

Fuori  dal tempo.

 

 

 

A  te che da quel dodici marzo  sei volato oltreilrecinto

 

 

 

sabato 20 febbraio 2010

AMO LE TUE MANI

 

mani.jpg

 

SONO DURE LE TUE MANI

QUANDO

SFIORANO LE MIE

SONO RABBIOSE LE TUE MANI

QUANDO

STRINGONO IL MIO CORPO

SONO IRREQIUETE LE TUE MANI

QUANDO

VAGABONDANO SULLA MIA PELLE

VUOI DIRMI

CHE SEI  FORTE

O CHE..

SEI POTENTE

O..FORSE

VUOI INTIMORIRMI

FARMI ASSORBIRE

CHE

CON UNA STRETTA

PUOI

SBRICIOLARMI

O

CREDI CHE

 STRITOLANDO IL MIO CORPO

TI LIBERI

PER SEMPRE

DI ME?

 

AMO LE TUE MANI

DURE

RBBIOSE

QUANDO VAGABONDANO

 IN ME

 

 

E.P.F 1976 

 

 

 

lunedì 8 febbraio 2010

LA SCALA DELLA SPERANZA

 

scalata.jpg

 

Ogni giorno

viene

Ti aggrappa

Tira

Tira forte

E,Tu

Non sai

Sali

Scendi

Sali

A quale gradino

Sei

Ti affatichi

Ti affanni

Sempre in bilico

Rimani

Di qua

Di la

Sembra facile

Salire la scala

Della speranza

Nell’orrida stanza

Più la guardi

Meno la vedi

Più la sali

Meno arrivi

Più la cerchi

Meno la trovi

Dicono

E’ luce

Non vedi?

È

Li!

Non vedi

Accanto ai piedi

No

Vedo il muro

Il buio nero

Cerco

sbatto

Sanguino

Dicono vai

Sanguino

Arranca, arranca

Dice la memoria

stanca

Sanguino

Perché proseguo

Mi chiedo

Se mi fermo è fatta

Pronta la risposta

Vai, ce la farai

C ’è sangue

Tanto sangue

Arranca

Senza domanda

Sulla scala

Della speranza

Tanta gente

È rimasta

Altra

È scivolata giù

Non si vede più

Poca in cima

È approdata

Superando l’orrore

Del macigno oppressivo

Gradino dopo gradino

Posso farcela

Domando

Io sanguino

Prosegui

Suggerisce l’anima

Non lasciare la speranza

Al deviato scalino

Nulla viene dal destino

 

Arrivato

Non penso più

Guardo

Chi è rimasto giù

Le sorrido

dal blu

dico vieni su

Anche

Tu

Puoi farcela

 

di:epf

 

 

Ci sono momenti della vita che per cause imprecisate, tanto di natura oggettiva quanto di disagio incoscio, si perde coraggio, tutto diventa difficile, la minima cosa diventa un ostacolo insormontabile, l’umore e i pensieri si fanno cupi, a poco a poco ci si sente soli, incompresi, frustrati, si perde interesse e speranza.

Se non si reagisce subito, ci si ritrova in una spirale depressiva pericolosa e complessa, tanto da maturare grave sconforto con atti estremi, come è successo a un mio carissimo amico anziano che in una notte del gennaio scorso si è sparato. Uno dei tanti che non è riuscito a farcela, è scivolato lungo i gradini... dalla scala.

Attualmente le statistiche sociologiche dicono che sono in notevole aumento i disturbi dovuti a disagi intimi, alle difficoltà oggettive, ma in gran parte agli stili di vita imposti da una società sempre più proiettata ad esaltare valori futili e materiali e sempre meno quelli umani.

 

La foto l'ho scattata in un corso di sopravvivenza.....

giovedì 24 dicembre 2009

E'NATO!!!

Scansione0003.JPG

 

E’ nato,

 il sacro bambino

è nato, 

nostro Signore

è nato,

il verbo  Salvatore

è nato,

  il nostro  Redentore

è nato

il buon Pastore

è  arrivato nella notte Santa

ad annunciar la lieta novella

è arrivato con la grande stella

a portare amore su tutta la terra

E’ nato,

 il celeste bambino

esultate gente d’ogni dove

esultate gente d’ogni colore

esultate gente nel profondo del cuore

E’ nato

è nato il divino amore

 è nato

il nostro pacificatore

 è nata

la speranza del cammino

è venuto

 a rischiarar l’uomo meschino

 Accorrete

gioite e  nella fede  venerate

Accorrete

 lodate e  nella speranza onorate                     

Accorrete  

 acclamate e  nella carità donate            

   Accorrete

  osannate e   nell’umiltà adorate

Accorrete

  glorificate e  nella pace rispettate

Accorrete

 celebrate e  nel perdono amate

E’ nato

lo sconfinato

è nato

 il  messia della profezia

è nato

 l’agnello divin sacrificato

venuto

a riparar l’originale peccato

a donare la vita

a essere immolato

E’ nato

Colui che fu Che E’ Che sarà

 alleluia, alleluia, umanità

 

 epf

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giovedì 20 agosto 2009

OMBRA

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Nel bagliore d’un sole

Un incontro casuale

Accende la fantasia

L’anima vibra

S’infiamma…  protende

Mistero e sogno

Frangon la via

Sapori e fulgori

Intreccian  sussurri

Chi sei tu?

Una scia

Chi son io?

Un ombra

 

 

giovedì 13 agosto 2009

Agosto

                    

 

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 MESSI PROFUMATE                                           

 RIPOSTE E STIPATE                                            

 SUSSURRANO

DELICATE FRAGRANZE

ODOROSI SUDORI                                

OPEROSI VIGORI                                             

PROMESSE MANTENUTE                                   

TENERI ARDORI

INEBRIATI E VIBRANTI

SOTTO CIELI STELLATI.

SILENZI INTERROTTI

D’ACQUE SCOSCESE

NASTRI SERPINI

FRA BOSCHI E PENDII

LATORI GIULIVI

D’INNEVATE CIME

ASSOLATE E SASSOSE

BRUGHIERE INCASTRATE

GERMINATRICI D’ANELITI 

SPETTATRICI DI SEGRETI

GORGOGLIATI  D’ANIME  

INNAMORATE E INTRICATE

SOLITARIE E ABBANDONATE

DA PROMESSE   ARRUFFATE

CON MESSI PROFUMATE

STIPATE E RIPOSTE

NEI MEANDRI DEL CUORE

FRAGRANTE E ODOROSO

LONTANO E PENSIEROSO

SOTTO UN CIELO STELLATO

SCALDATO DA UN AGOSTO

D’UNA ROVENTE ESTATE