lunedì 1 giugno 2009

IL "SAIO" DELL'ANTICASTA

 

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L'anticasta quando si mette il "saio" diventa  più casta della casta ed anche infida perchè quello che afferma vestita col " saio" non corrisponde a quel che rimugina quando indossa il doppiopetto. Il divario si nota in certe affermazioni verso le persone semplici, le considera incapaci di elaborare un pensiero indipendente, obiettivo e articolato sui temi concreti, quindi di  votare a casaccio.  Ridicolo, mica ci vuole un diploma per distinguere un furfante da un probo!! Ritiene che senza una istruzione ogni tapino è manipolabile, indottrinabile attraverso spot pubblicitari, recepisce i discorsi ottusi, scarta quelli di merito, confonde  il contenuto di un messaggio politico, si aggrappa alle banalità di oratori furbi, imbroglioni e irresponsabili, che mirano al loro interesse, scarta quelli seri, coscienti e funzionali al progresso dello status comunitario. (!?) Insomma se non voti per loro sei stupido. Non gli  sfiora l'idea che scegli e voti  in base agli ideali e rifiuti l'omologazione di serie.  In questi giorni di campagna elettorale se ne sentono delle belle!! Dai vari pulpiti che vanno in onda notte e giorno, indossato l'umile saio dell'anticasta,  incartapecorito e in qualche caso mummificato da sepoltura politica, conferenzieri in cerca di consenso dai tapini che considerano una sottospecie dell'homo sapiens, si sgolano in rappresentazioni immaginifiche del loro europeismo, come se chi ascolta fosse un marziano appena atterrato e non sa che fino all'altro ieri era assenteismo, il mettersi in tasca un congruo approvvigionamento che garantiva qualche bel gessato, un gradevole relax in poltrona e qualche vaga capatina, tanto per gustarsi un cocktail in quel di Strasburgo o di Bruxelles, talmente evanescenti da sfuggire a Brunetta. Dai ragionamenti  della casta col saio  emerge che il comune mortale non è in grado di comprendere l'alto contenuto etico-filosofico del loro europeismo, recepisce solo il  piffero del fachiro incantatore, sceglie e vota sotto la suggestione dell'incantesimo comunicativo!! Una sfilza di corbellerie, una distanza abissale dalla verità.  Tirarsi dietro pochi esaltati è facile ma attirare  il consenso popolare è un altro paio di maniche, non basta la propaganda, il contorsionismo lessicale, la pochezza ideologica.  La gente accorda fiducia a chi è coerente, a chi si presenta col solito  doppiopetto, distingue chi lo mette in soffitta giusto il tempo per apparire, moralmente ineccepibile,  modesto, sincero e con tanta voglia di rendersi utile. Qualcuno sostiene che preferire il PDL è lasciarsi imbonire da Berlusconi, accecato dalla sua bravura di arringatore da mercante in fiera. Ci  vuole ben altro per convincere  chi combatte per la pagnotta, la cosiddetta gente "incolta" valuta con la "scienza"  appresa dalla strada. Son giudizi triti di vecchi schemi partitici abituati a promettere un sacco di patate o qualche pezzo di "grana" per far cadere i topi nella trappola e poi ...C'è perfino chi afferma che è "immorale" distribuire tanti euro a un tapino che risponde ad una domanda, chiaramente alludendo al quiz il milionario in onda su canale 5.  Ebete tra gli ebeti non si rende conto che offende proprio coloro ai quali chiede il voto. Chi si "butta" in politica come prima regola dovrebbe rispettare ogni suo simile, poi impegnarsi  per abbattere  discriminazioni e diseguaglianze sociali, a livello locale e nell'europarlamento. Invece spesso si candida per stare dentro un sistema che gli garantisce un lauto banchettare, fra stipendi e ammennicoli vari  raggranella in un mese quello che un operaio o un ricercatore racimola in un anno. Gira la fola che non è vero, quasi quasi una volta eletti saranno sul lastrico, costretti a girar per la questua. Perchè si candidano?  Dimenticavo,  per  il  voto di povertà imposto dal saio...

 Qualcuno di questi "anticasta" parla bene ma razzola tanto male che senza avvedersene il saio lo perde nell'aia, diventa un gallinaccio spennacchiato che fa ridere galline, oche e asini che circolano nella masseria. La gente non è tanto imbecille, i falsi moralisti li fiuta da un miglio. Perfino il mio vicino, di vecchia fede comunista, si lamenta, dice che sono " impagliati", oltre ai simboli dovrebbero cambiare le ricettine anti "dittatura" Berlusconiana. E' stufo della solita cantilena, così stufo che farà il contrario di quello che l'anticasta spiattella, è arrivato alla conclusione che quando uno è bersagliato, messo in cattiva luce con mezzi e mezzucci che vanno dal pettegolezzo evocativo all'ingiuria l'altro è invidioso, mira ad accaparrarsi  potere e successo, gli vuol fare le scarpe, il saio che indossa puzza di naftalina, quindi meglio girargli alla larga.

domenica 31 maggio 2009

LA CROCE SPODESTATA

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Noi Italiani siamo paradossali, togliamo il Crocifisso ai morti per paura che la sua vista offende qualche vivo!!!

 Possibile che non siamo più padroni di un simbolo?   Per quale motivo ci dobbiamo unificare ad un Credo? Dove finisce la libertà di professare una fede? A chi fa tanta paura una Croce su una lapide? Perchè dovremmo trasformare i cimiteri in asettici giardini? Mica ci andiamo in tour turistico, o ci passeggiamo con gli amici, ci andiamo ad onorare chi ci è stato caro. Nessuno si preoccupa se da vivi non godiamo degli stessi diritti, l'uguaglianza è fittizia, qualcuno muore di fame e qualcun altro per indigestione, lasciateci almeno la speranza che la paura assurda di qualche sciocco da morti, non usurpi i nostri diritti. Veramente c'è chi pensa che basta appiattire tutto per eliminare la discriminazione che esiste nel mondo?

Da sempre si è rispettata la volontà di chi non voleva una croce, perchè oggi si vuole rimuoverla? Sta scritto nel Vangelo: "Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome" Forse qualcuno leggendo i versetti del Vangelo di Marco si è messo in testa di applicarlo, o folleggia che è giusto e democratico togliere un diritto a tanti per concederlo a pochi!!

A volte per progredire è necessario varcare qualche frontiera ma spodestare le Croci ai morti mi sembra una bizzarria involutiva che rasenta la follia.

Se due " LEGNETTI INCROCIATI"sono fulcro di particolare attenzioni, stimolano sfrenate fantasie e reazioni assurde per farli sparire, forse l'inconscio recepisce che quei due legnetti hanno una energia e una potenza superiore all'apparenza, racchiudono un messaggio CARISMATICO, quindi bisogna evitare che si diffonda. IMPOSSIBILE....BASTA OSSERVARE.....QUEI DUE LEGNETTI....FANNO PARTE DEll'ETERE.....COME FARANNO AD ABBATTERLO???

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foto di: eldar sc. a Medjugorie

 

lunedì 4 maggio 2009

" L'OLMA "

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Ieri era una di quelle giornate in cui avevo necessità d'introspezione, di scavare nel mio profondo attraverso gli occhi della natura per sbarazzarmi di cose obsolete, rinnovarmi in spirito e materia. Così son salita sulla mia geppa e son partita senza una meta, dentro di me sapevo che il caso mi avrebbe guidato nel luogo della bisogna. Sotto la spinta sibillina che covava in me, ho preso l'autostrada, a Carpi l'ho abbandonata. Senza guardare le indicazioni dei paesi alla prima biforcazione ho svoltato a destra. Ad un certo punto noto l'indicazione "OLMA " d'istinto percepisco che quella era la mia meta, senza pensarci due volte svolto nella stradina laterale, percorro circa 2 Km in un silenzio surreale,  quel silenzio che riserva il meriggio di festa assolato in aperta campagna, nel quale gli unici suoni che arrivano sono il ronzio delle api che vagano fra le margherite per succhiare il nettare, il fruscio delle ali di farfalle e calabroni che svolazzano festosi, il frinire di qualche grillo solitario in cerca di compagnia. Il luogo ideale per stare con se stessi, camminare fra i campi lasciandosi avvolgere dalle benefiche vibrazioni emesse dai toni di verdi, assorbire l'umore della solida terra,  olma2.jpgmentre si pensa ai fatti propri, per non lasciarsi fuorviare da astrazioni inconcludenti, godere, dopo quattro giorni di pioggia, del calore corroborante del sole. Mentre scruto cercando uno spiazzo per parcheggiare la geppa, all'improvviso la vedo, alta, maestosa, enorme nell'aia d'un casolare l'OLMA  sovrasta la pianura che la contorna come una grande madre ancestrale, protettiva e al tempo stessa severa, l'emozione che si prova guardandola è difficile da descrivere, è come se un sogno si materializzasse nel momento che non aspetti. Un cartello spiega che è un esemplare secolare, monumento nazionale protetto dal WWF della specie ULMUS CARPINIFOLIA o CAMPESTRIS. Intimorita da tanta maestosità mi avvicino, le giro intorno, cerco di abbracciarla per assorbire calore e suoni chiusi in lei, il tronco è enorme, da soli non si riesce a circondarlo, allora mi siedo ai suoi piedi, poggio la schiena sulle radici contorte, alzo gli occhi per ammirare la sua immensa chioma ricoperta da giovani foglie d' un verde smagliante e afferro il messaggio. Questa volta non era necessario che maciullassi le meningi, il messaggio era chiaro dovevo stare solo un po'  sotto la grande OLMA, bastava ascoltare i suoni delle mie "cavità interiori", rinnovare le mie frondi senza sbarazzarmi di nulla, dovevo lasciare che le vecchie foglie cadessero da sole,  a mano a mano  gemme nuove spuntavano innovando e vivificando la mia "vecchia" struttura. Sono rimasta lì 2 ore, senza un pensiero preciso, ho lasciato che tempo e spirito fluissero finchè ho avvertito che il "tumulto" bioritmico diventava una piacevole sensazione di freschezza e vitalità che riconciliava le mie frastagliate sensazioni di metamorfosi. Dopo aver ringraziato la generosa  Olma per avermi ospitato e consigliato, mi sono diretta in paese, volevo sapere qualcosa in più sull'olmo secolare e sfamare lo stomaco che brontolava. Al bar del paese tutti conoscevano la storia centenaria, una storia bella e romantica che cercherò di sintetizzare:

" L'OLMA "è un esemplare secolare di olmo chiamato al femminile dagli abitanti del paese per la sua regale generosità nel donare ogni anno  foraggio, frutti e fascine. Un brutto giorno alcuni abitanti della Valle d'AOSTA per gelosia scesero giù e lo tagliarono a metà, volevano che il loro OLMO BIANCO non avesse concorrenti, che fosse il più grande. Ma in una notte di luna piena l'OLMA ricrebbe come prima, l'indomani si sradicò, partì infuriata per la Valle d'Aosta, voleva vendicarsi. Trovò l'Olmo Bianco, ingaggiò una lotta furiosa finchè lo battè. A fine combattimento stremata dallo sforzo guardando l'Olmo Bianco mal ridotto si innamorò, fece la pace e decise di sposarlo. Il giorno dopo si unirono in matrimonio. Dopo una notte d'amore infocata i due olmi innamorati stabilirono che ognuno avrebbe vissuto nel proprio paese per non dare un dolore agli abitanti. A testimonianza del loro amore nacque l'Olmo Campestre che attualmente forma la zona verde della scuola del paese."

 Proprio una storia romantica!  Ho passato un pomeriggio fantastico e pieno di intense emozioni. Ho saputo che anche l'OLMO BIANCO vive ed è un'altro esemplare di monumento secolare della natura protetto dal WWF, spero un giorno di passare da quelle parti per portargli i saluti dell'OLMA.

venerdì 24 aprile 2009

DI CHI E' IL 25 APRILE?

Basta, è ora di farla finita!  Il 25 Aprile non è un giorno di vacanza per alcuni e di impegno per altri!

Tutti gli anni, intorno al 25 Aprile, si assiste ad una diatriba  di"memoria storica" sulla resistenza che fa rivoltare nella tomba chi con coraggio e determinazione combattè per liberare la sua terra da una oppressione interna ed esterna. Si rivoltano nella tomba tutti quegli uomini, donne, bambini, ragazzi, sacerdoti, medici, giornalisti, operai, che hanno dato spontaneamente la loro vita ribellandosi all'ingiustizia, alla persecuzione, allo stupro degli ideali di libertà e  di eguaglianza, trucidati da conterranei e invasori. Si rivoltano  nella tomba tutte le Marie, le Nine, le Terese, i Giovanni, gli Antonio, i Giuseppe, quel "popolo di ITALIANI "sconosciuto"  ai libri di storia ed ai politici che non prese la via delle armi per combattere  il nazi-fascismo, non perchè non avesse il coraggio ma perchè preferì agire sommessamente, aiutare la lotta di liberazione senza aggiungere violenza alla violenza, preferì con enorme sacrifici e anche paura di non farcela  salvare tante vite umane nascondendole, sfamandole, curandole, nei campanili, nei fienili e nelle soffitte, si inventò ogni sorta di nascondiglio per soccorrere chi era "ricercato" senza domandarsi se  era partigiano, staffetta, ebreo, inglese, soldato scappato dal suo esercito, dissidente, preferì combattere  la distinzione di  razza e credo politico armata dai valori di libertà, democrazia, amore verso un suo simile. Oggi chi si  arroga il diritto di sfilare per le vie delle città con fanfare e gonfaloni tronfio di essere il depositario dei valori della resistenza, è un accaparratore falso d'una nobile memoria di medaglie d'oro o semplici anonimi, un violentatore di sacrari e cimiteri dimenticati nei quali riposano tanti giovani, uomini, donne, morti senza avere in tasca una tessera politica ma solo la foto di una fidanzata, una moglie, una madre, un figlio, morti per onor patrio, per una causa umanitaria, di giustizia, una fede espressiva, un desiderio di pace e democrazia, ambizione d' un futuro diverso. Chi si accaparra il diritto di sbandierare queste vite sacrificate come trofei di vittoria per sentirsi migliore inganna se stesso e tutti gli italiani che non dimenticano nel cuore anche se non vanno in piazza a farsi belli, che non hanno bisogno di finire sui giornali o circolare in tanti teatrini mattinieri e serali  per non dimenticare. Coltivano la memoria di chi ha "avversato" con ogni mezzo la sopraffazione e il sopruso tramandando gli ideali contro la guerra, l'ingiustizia, ogni fede politica discriminatoria di razza e idea, racconta l'olocausto, l'eroismo di vite umane che hanno saputo unirsi simbolicamente, valicato i ciechi recinti  per conquistare la libertà, senza cercare una rivendicazione di merito,  hanno agito in base ai loro criteri di persone ribelli ad ogni forma di violazione oppressiva e iniqua. Stop ai monopolizzatori!   Il 25 aprile è degli Italiani, di tutti gli italiani, dal nord al sud, da destra e sinistra basta!! Non vogliamo tramandare ai nostri figli, ai nostri nipoti che certi "combattenti" erano migliori di altri, che certe morti sono migliori di altre! Vogliamo inculcargli il rispetto delle idee, radicare principi contrari ad ogni forma di guerra, ogni forma di ostracismo etnico e politico, malversazione di pensiero, vogliamo toglierli dal disorientamento di voci rivendicative e negazioniste. E' ora di dire grazie senza etichette di colori e simboli a Norma Barbolini, a Don Pasquino Borghi, A Umberto Ricci,  a Oriana Fallaci, a Giovanni Bidoli, ai martiri della repubblica di Montefiorino, a Ines Bedeschi,  alle Fiamme Verdi, a Nuto Revelli, alle Brigate Partigiane, ai sacerdoti di Partina, a Gina Borellini alla lista infinita di morti eterogenei per credo, cultura, nazionalità,  ai giovani studenti ed a tutti coloro che hanno offerto la loro vita in cambio della nostra libertà, che ci hanno donato con tanta sofferenza il nostro 25 aprile.

  Sono grata ai miei nonni,  ai miei genitori e in un certo qual modo ai miei insegnanti che hanno saputo tramandarmi tanta verità senza condizionarmi, senza ostilità verso chi ha idee diverse, va o non va in piazza, hanno preferito inculcarmi il rispetto umano, i principi d'autonomia espressiva, il concetto di conquista sociale onesta e inviolenta, scartando le loro convinzioni per non influenzarmi con modelli unilaterali, preconcetti assurdi che impediscono d'apprezzare e riconoscere "le vittime" di ide sballate " dire grazie a chi non ha potuto festeggiare nessun 25 Aprile.

 

sabato 18 aprile 2009

LE BELLISSIME !!

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Quest'anno il bagaglino, in barba alla recessione, ha messo in "tavola" un sacco di frutti saporiti così ognuno gusta quello che gli garba! Chi  ama la polpa succosa si prende  la bella melona " Valeria", chi gradisce la frutta secca schiaccia la bella noce " Angela", chi ama i frutti con la panna si mangia la fragolina "Justine", chi ama i frutti solari si fa una bella spremuta con l'arancia sanguinella "Manila",chi preferisce il frutto dal sapore di miele "acciuffa l'inossidabile "Pamela", a chi piace il frutto col cacio sceglie la bianca pera " Antonella", chi invece si vuol godere il frutto sdraiato al sole grinfia l'uva gialla "Nina", chi invece ama tutti i frutti si scodella una succulenta macedonia alla "Silvia"
Non c'è che dire una varietà eccellente!!!

lunedì 13 aprile 2009

MANCANZA DI BUON GUSTO

In questi giorni la tragedia che ha colpito il fiero popolo abruzzese è stata rivoltata come un calzino da tutti i mezzi d'informazione. Quello che mi ha colpito è il cattivo gusto di certi modi e certe domande poste da alcuni inviati a persone che hanno perso tutto affetti, ricordi, sacrifici, il gusto sadico nel trovare una dovizia di particolari nel dramma vissuto per arricchire il loro servizio informativo con l'obiettivo di aumentare le probabilità di ascolto da sbandierare come un trofeo conquistato per "eroismo". Il cinismo in certi casi è stato veramente ributtante al punto da ottenere l'effetto contrario, quello di far spegnere il televisore per delicatezza verso chi veniva "violentato" attraverso un microfono e un immagine, per rispetto a chi veniva tolta l'unica cosa rimasta: LE LACRIME TRATTENUTE PER DIGNITA'. -  sconosciuta al cronista- Un conto è il dovere sacrosanto di informazione, un conto è il buon gusto nel modo di raccontarla. Quello che è mancato in questa terribile sciagura non è l'organizzazione tempestiva degli aiuti dei volontari accorsi da tutta Italia con grande generosità, come ho avvertito nella malizia dei servizi di anno zero e tantomeno è mancata la carità cristiana dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine nel suo complesso o il coordinamento della protezione civile ma solo il BUONGUSTO di rispettare la nobiltà  di un popolo colpito così crudamente e rabbiosamente dalle forze incontrollabili della natura. Naturalmente in questo mondo nulla è perfetto ! Inoltre riconosco che certe distorsioni dell'informazione derivano dal desiderio parossistico di alcuni di sapere tutto e più di tutto per sfamare la loro ingordigia, riempire il vuoto di valori trovando nella disgrazia altrui la fonte di lunga vita, il nutrimento "spirituale" e il godimento per sollevarsi  dalle loro frustrazioni d'anonimato. Altrimenti non  si spiegherebbe il successo d'ascolti dell'isola dei famosi e di altri reality impostati sul rendere degradanti i partecipanti per far godere il pubblico.

E' sempre un grande dispiacere constatare come pochi mentecatti o forse impreparati " cronachisti" manipolano una tragica notizia per renderla a loro parere appetibile all'uditorio dimenticando il rispetto, l'intelligenza altrui, la correttezza professionale ed anche la capacità critica della gente comune, quella sensibile, solidale, che rielabora e si informa direttamente, scava con le mani per salvare la vita di sconosciuti, non dorme, lascia famiglie e lavoro per accorrere dove c'è dolore, dove un suo simile è in difficoltà senza aspettarsi niente in cambio se non il sentirsi felice nel sorriso e nell'abbraccio fra chi aspetta tra le macerie, siano di terremoto o di guerra, di vedere sbucare il volto di un congiunto strappato alla morte dalla caparbia costanza di chi non si arrende all'impossibile.

L'Italia non è solo il paese bello per gli incantevoli paesaggi che da nord a sud si possono ammirare ma è bella per la ricchezza di tesori artistici che tutto il mondo ci invidia, tesori che testimoniano il buon gusto del popolo italiano, quindi non deve essere strappato e offeso dai tentacoli di qualche piovra spregiudicata che racconta la verità a modo suo tralasciando volutamente i fatti significativi, intervista qualche scellerato che sputa sul sacrificio spontaneo di tanti davanti ad un microfono col livore partitico o peggio ancora con l'insensatezza della lingua biforcuta d'un assatanato.

Di sicuro è nei momenti angosciosi e difficili che colpiscono un paese e parte della sua popolazione che spunta la differenza fra chi è un professionista sensibile, imparziale, discreto e capace di sacrificare il protagonismo per mettersi al servizio della comunità raccontando i fatti nella loro crudezza d'imperfezione umana senza speculare e chi invece come un avvoltoio s'aggira fra le macerie d'un popolo smarrito nel dolore e nello sbigottimento di qualcosa che non riesce a controllare per trovare qualche "iena" che vomita fango, divulgandola come una verità biblica. Anzi mi scuso con gli animali, non si abbassano mai a tanto, un minimo di buon gusto per istinto lo conservano!