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venerdì 9 aprile 2010

LA "MAMMANA" EVOLUTA

In questi giorni di polemiche pro contro la ru 486, day hospital o no, mi  è venuto su un profondo disgusto contro ogni tesi poiché mi sembra che sono tante ”mammane” che parlano di zuccheretti da far degustare alle donne  per renderle felici e spensierate   mentre si fanno una passeggiata nella selva urbana e non di un farmaco abortivo che seppur lecito, dal punto di vista legale, tralasciando ogni considerazione etica, implica  una decisione lacerante che lascia una ferita indelebile  nell'animo di  ogni donna, atea o credente, costretta a ricorrervi per sua o altrui scelta

Così ieri, mentre me ne stavo beatamente sdraiata al sole per scrollarmi di dosso il lungo e grigio  inverno, nel vedere delle splendide cavalle  che scorrazzavano libere nei prati verdi  le ho invidiate. Si, per un attimo avrei voluto trasformarmi  in cavalla per  unirmi al gruppo e galoppare spensierata assaporando, in quella cornice incantata, i profumi che arrivavano dal bosco, magari uscire dal branco per inerpicarmi sul sentiero,  oltre la radura, e  arrivare alle cime innevate della Carnia  staccando da un sistema vociante, fastidioso per le orecchie e lo spirito. Un sistema che vuole venderti concetti balordi  dicendo che ti libera da schiavitù ma in sostanza ti intrappola in altre peggiori e cerca di  assuefarti alle sue regole senza pietà, in più se tenti di avere un opinione diversa ti taccia di arretratezza e ti prende per i fondelli portando a sostegno altri paesi dove la pilloletta suggestiva sembra che giri indisturbata deliziando le donne di quei paesi, come in altri per uno sguardo sono deliziate da sassate  finché non crepano.  Chissà poi perché  non dicono mai i rischi che ogni donna corre, e chissà poi perché ritengono che questa ru 486 sia la panacea di maternità resa  indesiderata quasi sempre da ignoranza, degrado, egoismo maschile e da mancanza di solidarietà sociale. A parte maternità dovute a violenza, per il resto difficilmente una donna se ha sostegno morale e materiale ricorre all’aborto. Inoltre tutto questo gran vociare sulla sua bontà risolutoria di dilemmi vecchi quanto il mondo mi sembra un marchingegno  per risolvere velocemente un problema educativo sessuale  e minimizzare il rispetto verso l’ indole femminile, oltreché un pensiero corrente di disvalore morale  istigatore. Vale a dire che la sua prospettata soavità deglutoria in tutta sicurezza mi suona come un invito:  fate pure quel che vi pare tanto ci pensa  la mammana ru 486  a liberarvi dal dilemma figlio si figlio no” Una volta essa aveva le sembianze d’una vecchia scorbutica e bitorzoluta del paese o dell’ostetrica  compiacente, oggi, col progresso si è evoluta e modernizzata riuscendo a trasformarsi in sigla. Di certo non dimentico le migliaia di donne costrette per motivi vari ad abortire con pratiche disumane tipo infilzamenti di ferri da calza vecchi e arrugginiti nell’utero, decotti concentrati di prezzemolo velenosi più di un morso di vipera ecc. ecc.. che ci hanno lasciato la pelle fra atroci strazi. Dico che prima di tutto non dovrebbe succedere,  bisogna educare a prevenire il problema non  escogitare mezzi e mezzucci  che convalidano i comportamenti superficiali e irresponsabili, rendono l’aborto un intervallo fra un rapporto e un altro, piacevole quasi quanto gustarsi un gelato in piena estate.

Invidio proprio quelle cavalle allo stato brado, libere da catene menzognere. Quantomeno a chi vorrà  piegarle al proprio intento, con la scusa che dentro una stalla saranno più felici di quanto possono esserlo scorrazzando  in una vallata verde prima di farsi imbrigliare gli  molleranno tanti calci, ma tanti calci  da farglieli ricordare in eterno.

cavallo.JPG

Snelle cavalle bianche

Macchie mobili

Di galoppanti consonanze

Su  verdi praterie

 Superbe confluenze

Di criniere provocanti

Espressioni di bellezza

E armonia fugace

Inesauribili energie

Mobili sensazioni

D'Impossibili imbrigliamenti

Su verdi praterie 

Eccitanti

 Cavalle bianche

Frenetiche masse

nature perfette

Con volontà potenti

Molteplici battiti

Eleganti movimenti

Cavalle libere

Senza catene

Senza padroni

Espressioni viventi

Di scalpitii furenti

Cavalle bianche

Macchie mobili su verdi praterie

Concerti galoppanti

In sintonia con gli elementi

 Spettatrici di schiavitù

 infingarde

 

diE.P.F.

dedicata a tutte le donne che non hanno il coraggio di reagire ad un progresso schiavizzante della femminilità

sabato 29 agosto 2009

Simbiosi

Bee_by_supergege94.jpg
I legami d'amore e d'amicizia profondi  sono una perfetta simbiosi come  l'incontro fra quest'ape e la margherita. Rimangono  indistruttibili quando si alimentano vicendevolmente, non prevale, in uno dei due, egoismo e possessività  e per dirla con Karhil Gibran:
"nel piacere si distingue ciò che è bene da ciò che non è bene "
 "Basta girovagare  fra i campi e i giardini e si impara che è piacere dell'ape raccogliere miele dai fiori, ma è anche piacere del fiore cedere miele all'ape. Per l'ape infatti il fiore è fontana di vita, e per il fiore l'ape è messaggero d'amore, e per entrambi, ape e fiore, dare e ricevere è piacere e necessità ed estasi. Siate nei vostri piaceri come i fiori e le api. "
 
La bellissima foto è un connubio delicato e al tempo stesso appassionato tra due nature diverse, una vegetale e una animale.  Osservandola mi emoziona per la  complicità che trasmette.   Mi  fa riflettere  quanto sia  semplice per questi due "esseri" intendersi e   scambiarsi un reciproco favore, senza perdere leggerezza e armonia; quanto invece fra esseri umani è complicato, pesante  ed a volte impossibile intendersi, collaborare  e scambiarsi un minimo di favore!
E'stata scattata ed appartiene a Gegè

lunedì 4 maggio 2009

" L'OLMA "

Scansione0002.jpg

Ieri era una di quelle giornate in cui avevo necessità d'introspezione, di scavare nel mio profondo attraverso gli occhi della natura per sbarazzarmi di cose obsolete, rinnovarmi in spirito e materia. Così son salita sulla mia geppa e son partita senza una meta, dentro di me sapevo che il caso mi avrebbe guidato nel luogo della bisogna. Sotto la spinta sibillina che covava in me, ho preso l'autostrada, a Carpi l'ho abbandonata. Senza guardare le indicazioni dei paesi alla prima biforcazione ho svoltato a destra. Ad un certo punto noto l'indicazione "OLMA " d'istinto percepisco che quella era la mia meta, senza pensarci due volte svolto nella stradina laterale, percorro circa 2 Km in un silenzio surreale,  quel silenzio che riserva il meriggio di festa assolato in aperta campagna, nel quale gli unici suoni che arrivano sono il ronzio delle api che vagano fra le margherite per succhiare il nettare, il fruscio delle ali di farfalle e calabroni che svolazzano festosi, il frinire di qualche grillo solitario in cerca di compagnia. Il luogo ideale per stare con se stessi, camminare fra i campi lasciandosi avvolgere dalle benefiche vibrazioni emesse dai toni di verdi, assorbire l'umore della solida terra,  olma2.jpgmentre si pensa ai fatti propri, per non lasciarsi fuorviare da astrazioni inconcludenti, godere, dopo quattro giorni di pioggia, del calore corroborante del sole. Mentre scruto cercando uno spiazzo per parcheggiare la geppa, all'improvviso la vedo, alta, maestosa, enorme nell'aia d'un casolare l'OLMA  sovrasta la pianura che la contorna come una grande madre ancestrale, protettiva e al tempo stessa severa, l'emozione che si prova guardandola è difficile da descrivere, è come se un sogno si materializzasse nel momento che non aspetti. Un cartello spiega che è un esemplare secolare, monumento nazionale protetto dal WWF della specie ULMUS CARPINIFOLIA o CAMPESTRIS. Intimorita da tanta maestosità mi avvicino, le giro intorno, cerco di abbracciarla per assorbire calore e suoni chiusi in lei, il tronco è enorme, da soli non si riesce a circondarlo, allora mi siedo ai suoi piedi, poggio la schiena sulle radici contorte, alzo gli occhi per ammirare la sua immensa chioma ricoperta da giovani foglie d' un verde smagliante e afferro il messaggio. Questa volta non era necessario che maciullassi le meningi, il messaggio era chiaro dovevo stare solo un po'  sotto la grande OLMA, bastava ascoltare i suoni delle mie "cavità interiori", rinnovare le mie frondi senza sbarazzarmi di nulla, dovevo lasciare che le vecchie foglie cadessero da sole,  a mano a mano  gemme nuove spuntavano innovando e vivificando la mia "vecchia" struttura. Sono rimasta lì 2 ore, senza un pensiero preciso, ho lasciato che tempo e spirito fluissero finchè ho avvertito che il "tumulto" bioritmico diventava una piacevole sensazione di freschezza e vitalità che riconciliava le mie frastagliate sensazioni di metamorfosi. Dopo aver ringraziato la generosa  Olma per avermi ospitato e consigliato, mi sono diretta in paese, volevo sapere qualcosa in più sull'olmo secolare e sfamare lo stomaco che brontolava. Al bar del paese tutti conoscevano la storia centenaria, una storia bella e romantica che cercherò di sintetizzare:

" L'OLMA "è un esemplare secolare di olmo chiamato al femminile dagli abitanti del paese per la sua regale generosità nel donare ogni anno  foraggio, frutti e fascine. Un brutto giorno alcuni abitanti della Valle d'AOSTA per gelosia scesero giù e lo tagliarono a metà, volevano che il loro OLMO BIANCO non avesse concorrenti, che fosse il più grande. Ma in una notte di luna piena l'OLMA ricrebbe come prima, l'indomani si sradicò, partì infuriata per la Valle d'Aosta, voleva vendicarsi. Trovò l'Olmo Bianco, ingaggiò una lotta furiosa finchè lo battè. A fine combattimento stremata dallo sforzo guardando l'Olmo Bianco mal ridotto si innamorò, fece la pace e decise di sposarlo. Il giorno dopo si unirono in matrimonio. Dopo una notte d'amore infocata i due olmi innamorati stabilirono che ognuno avrebbe vissuto nel proprio paese per non dare un dolore agli abitanti. A testimonianza del loro amore nacque l'Olmo Campestre che attualmente forma la zona verde della scuola del paese."

 Proprio una storia romantica!  Ho passato un pomeriggio fantastico e pieno di intense emozioni. Ho saputo che anche l'OLMO BIANCO vive ed è un'altro esemplare di monumento secolare della natura protetto dal WWF, spero un giorno di passare da quelle parti per portargli i saluti dell'OLMA.