venerdì 25 aprile 2014
Liberazione
mercoledì 26 gennaio 2011
NEL GIORNO DELLA MEMORIA POTREI
con le lacrime
dei vagoni della morte
far scorrere un fiume all'infinito
con i sorrisi
ingoiati e i denti rosicchiati per fame
eruttare
secoli e secoli di cenere e lapilli
con le parole
appese nei fili spinati dei lager
scrivere una enciclopedia interminabile
con i pensieri
viaggianti nelle camere a gas
formare un arcobaleno fosforescente di sogni
con il sole
degli occhi vuoti dei bimbi
illuminare la terra accecando l'odio razziale
con i cuori
raccolti fra le rotaie dei treni
inondare il mondo di amore
con la rabbia
impotente di 10 milioni di innocenti
abbattere ogni pregiudizio infame e folle
con l'orrore
aspirato nei campi del massacro
alzare un grattacielo altissimo di angeli umani
potrei
piantare alberi in ogni angolo
di giustizia, diritto, libertà e onore
senza esitare
potrei
imputridire te
caverna piena di vermi
che non hai memoria e neghi la shoah
Oggi è il giorno della shoah, memoria dello sterminio di milioni di persone, dovuto alla follia umana racchiusa in una ideologia distorta, turpe, criminale, antirazziale, antireligiosa, antietnica, di una ferocia indegna al genere umano.Nessun uomo saggio, giusto, onesto, può dimenticare, nessuno deve dimenticare
IO NON DIMENTICO E VOI?
SONO CERTA DI NO
dif
venerdì 24 aprile 2009
DI CHI E' IL 25 APRILE?
Basta, è ora di farla finita! Il 25 Aprile non è un giorno di vacanza per alcuni e di impegno per altri!
Tutti gli anni, intorno al 25 Aprile, si assiste ad una diatriba di"memoria storica" sulla resistenza che fa rivoltare nella tomba chi con coraggio e determinazione combattè per liberare la sua terra da una oppressione interna ed esterna. Si rivoltano nella tomba tutti quegli uomini, donne, bambini, ragazzi, sacerdoti, medici, giornalisti, operai, che hanno dato spontaneamente la loro vita ribellandosi all'ingiustizia, alla persecuzione, allo stupro degli ideali di libertà e di eguaglianza, trucidati da conterranei e invasori. Si rivoltano nella tomba tutte le Marie, le Nine, le Terese, i Giovanni, gli Antonio, i Giuseppe, quel "popolo di ITALIANI "sconosciuto" ai libri di storia ed ai politici che non prese la via delle armi per combattere il nazi-fascismo, non perchè non avesse il coraggio ma perchè preferì agire sommessamente, aiutare la lotta di liberazione senza aggiungere violenza alla violenza, preferì con enorme sacrifici e anche paura di non farcela salvare tante vite umane nascondendole, sfamandole, curandole, nei campanili, nei fienili e nelle soffitte, si inventò ogni sorta di nascondiglio per soccorrere chi era "ricercato" senza domandarsi se era partigiano, staffetta, ebreo, inglese, soldato scappato dal suo esercito, dissidente, preferì combattere la distinzione di razza e credo politico armata dai valori di libertà, democrazia, amore verso un suo simile. Oggi chi si arroga il diritto di sfilare per le vie delle città con fanfare e gonfaloni tronfio di essere il depositario dei valori della resistenza, è un accaparratore falso d'una nobile memoria di medaglie d'oro o semplici anonimi, un violentatore di sacrari e cimiteri dimenticati nei quali riposano tanti giovani, uomini, donne, morti senza avere in tasca una tessera politica ma solo la foto di una fidanzata, una moglie, una madre, un figlio, morti per onor patrio, per una causa umanitaria, di giustizia, una fede espressiva, un desiderio di pace e democrazia, ambizione d' un futuro diverso. Chi si accaparra il diritto di sbandierare queste vite sacrificate come trofei di vittoria per sentirsi migliore inganna se stesso e tutti gli italiani che non dimenticano nel cuore anche se non vanno in piazza a farsi belli, che non hanno bisogno di finire sui giornali o circolare in tanti teatrini mattinieri e serali per non dimenticare. Coltivano la memoria di chi ha "avversato" con ogni mezzo la sopraffazione e il sopruso tramandando gli ideali contro la guerra, l'ingiustizia, ogni fede politica discriminatoria di razza e idea, racconta l'olocausto, l'eroismo di vite umane che hanno saputo unirsi simbolicamente, valicato i ciechi recinti per conquistare la libertà, senza cercare una rivendicazione di merito, hanno agito in base ai loro criteri di persone ribelli ad ogni forma di violazione oppressiva e iniqua. Stop ai monopolizzatori! Il 25 aprile è degli Italiani, di tutti gli italiani, dal nord al sud, da destra e sinistra basta!! Non vogliamo tramandare ai nostri figli, ai nostri nipoti che certi "combattenti" erano migliori di altri, che certe morti sono migliori di altre! Vogliamo inculcargli il rispetto delle idee, radicare principi contrari ad ogni forma di guerra, ogni forma di ostracismo etnico e politico, malversazione di pensiero, vogliamo toglierli dal disorientamento di voci rivendicative e negazioniste. E' ora di dire grazie senza etichette di colori e simboli a Norma Barbolini, a Don Pasquino Borghi, A Umberto Ricci, a Oriana Fallaci, a Giovanni Bidoli, ai martiri della repubblica di Montefiorino, a Ines Bedeschi, alle Fiamme Verdi, a Nuto Revelli, alle Brigate Partigiane, ai sacerdoti di Partina, a Gina Borellini alla lista infinita di morti eterogenei per credo, cultura, nazionalità, ai giovani studenti ed a tutti coloro che hanno offerto la loro vita in cambio della nostra libertà, che ci hanno donato con tanta sofferenza il nostro 25 aprile.
Sono grata ai miei nonni, ai miei genitori e in un certo qual modo ai miei insegnanti che hanno saputo tramandarmi tanta verità senza condizionarmi, senza ostilità verso chi ha idee diverse, va o non va in piazza, hanno preferito inculcarmi il rispetto umano, i principi d'autonomia espressiva, il concetto di conquista sociale onesta e inviolenta, scartando le loro convinzioni per non influenzarmi con modelli unilaterali, preconcetti assurdi che impediscono d'apprezzare e riconoscere "le vittime" di ide sballate " dire grazie a chi non ha potuto festeggiare nessun 25 Aprile.
