venerdì 11 marzo 2011

"FRATELLI D'ITALIA"

Fra pochi giorni, precisamente il 17 prossimo, ricorre il 150° anniversario della proclamazione dell'Unità d'Italia. Non starò qui a fare una ricostruzione storica né a dire il mio sconcerto per certe affermazioni sulle celebrazioni, o ancor peggio su alcuni oltraggiosi atti, verso chi  spese anima e corpo o perse la vita per riunire un popolo sotto una stessa bandiera. Tanto non farei cambiare parere a nessuno, men che meno a  chi assurdamente pensa che l'unificazione dell'Italia sia stata la disgrazia di una parte di questo nostro bel paese e vorrebbe dividerla, o per meglio dire cancellarla. A me fa un gran male constatare  come dopo 150 anni alcuni  si ostinano a fare distinguo,  tra "fratelli" che calpestano lo stesso suolo, contestano la bandiera, l'inno e mortificano con cinismo chi è nato in certe regioni considerandoli malfattori, scrocconi, parassiti e succhiasangue  di quelli nati in altre.  Piuttosto mi sembra utile mettere il testo integrale dell'inno di Mameli in quanto pochi lo conoscono. A mio modesto parere è molto significativo. Nel leggerlo si comprende meglio lo spirito di quei "fratelli  d'Italia, l'Italia  s'è d'esta" che ispirarono e animarono allora poeta e musicista e  quanto l'inno sia appropriato alla nostra storia di ieri e di oggi.  

Fratelli d'Italia,

l'Italia s'è d'esta

dell'elmo di Scipio

s'è cinta la testa

D'ovè la Vittoria ?

Le porga la chioma

che schiava di Roma

Iddio la creò

Stringiamoci a coorte

siam pronti alla morte

Siam pronti alla morte

l'Italia chiamò

Stringiamoci a coorte

siam pronti alla morte

Siam pronti alla morte

l'Italia chiamò, sì!

Noi fummo da secoli,

calpesti, derisi

perchè non siam popoli,

perchè siam divisi

raccolgaci un'unica

bandiera una speme:

di fonderci insieme

già l'ora suonò

Stringiamoci a coorte

siam pronti alla morte

Siam pronti alla morte

l'Italia chiamò, sì!

Uniamoci, uniamoci

l'unione e l'amore

rivelano ai popoli

le vie del Signore

Giuriamo far libero

il suolo natio:

uniti, per Dio,

chi vincere ci può?

Stringiamoci a coorte

siam pronti alla morte

Siam pronti alla morte

l'Italia chiamò, sì!

Dall'Alpe a Sicilia,

dovunque è Legnano;

ogn'uom di Ferruccio

ha il core e la man;

i bimbi d'Italia,

si chiaman Balilla;

il suon d'ogni squilla

i Vespri suonò

Stringiamoci a coorte

siam pronti alla morte

Siam pronti alla morte

l'Italia chiamò, sì!

Son giunchi che piegano

le spade vendute

Già l'aquila d'Austria

le penne ha perdute

Il sangue d'Italia

e il sangue Polacco

bevè col Cosacco

ma il cor le bruciò

Stringiamoci a coorte

siam pronti alla morte

Siam pronti alla morte

l'Italia chiamò, sì!

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 VIVA L'ITALIA "FRATELLI"

e...sia che siate

FELICI ORGOGLIOSI O SCONTENTI DI VIVERE E APPARTENERE DAL NORD AL SUD  

A QUESTO  PAESE CHE E' IL PIU' BELLO DEL MONDO

UN SALUTO A TUTTI

BUON WEEK END

dif

mercoledì 9 marzo 2011

LE CENERI

Oggi sono le ceneri e con la nuova liturgia cattolica si ricorda  l'avvio del periodo quaresimale.
Anticamente le ceneri invece erano la celebrazione pubblica della penitenza, il rito che dava inizio al cammino di pentimento dei fedeli che si concludeva il giovedì santo con l'assoluzione dei  loro peccati. L'imposizione delle ceneri nella teologia biblica ha un doppio significato. In primis ricorda all'uomo la sua fragile  condizione umana, il limite della propria esistenza precaria evidenziata in tanti passi biblici come quello in cui Abramo rivolgendosi a Dio dice: "...io che sono polvere e cenere..." In secondo rappresenta  il segno esteriore di chi si pente del proprio agire e compie un nuovo cammino verso Dio come fecero gli abitanti di Ninive che dopo la predicazione di Giona, si vestirono di sacco e digiunarono, o come, su invito di Giuditta a far penitenza, fece tutto il popolo israelita: umilmente ogni abitante si cosparse il capo di cenere e si prostrò  davanti al tempio di Dio  per chiedere la liberazione.
La liturgia del mercoledì delle ceneri è molto significativa. Per ogni buon  cristiano inizia il periodo di preparazione alla S. Pasqua  ma conserva questo duplice significato che è chiarito dalla formula di imposizione: "Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai" e "convertitevi e credete al Vangelo". A parte il "convertitevi" credo serva a tutti  ricordarsi che siamo esseri deboli e  fragili, il nostro è un breve passaggio,  anche  chi non è credente  può trovarvi uno spunto di riflessione importante per non arroccarsi su posizioni ideologiche che sono espressione unicamente temporale.
 
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Un po' di ironia che però non vuole essere offensiva e sottovalutare
l'importanza rituale  delle ceneri
*
Buon mercoledì delle ceneri a tutti
dif

sabato 5 marzo 2011

martedì 1 marzo 2011

SIETE IMPAZZITE????

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Coccarda rosa...? mimosa...? sciarpa bianca...? ombrellino rosso....? Caspita donne ….un vero dilemma shespiriano decidere ….!!!!

E perchè non ..un bel mattarello....o una bella pentolaccia piena di brodino da distribuire in piazza per rifocillare qualche precaria clochard stazionata sul marciapiede dal figo di turno?

Ma...vi fuma il cervello o siete impazzite ?

Vi sembra una “questione” importante disquisire su un fiocchettino rosa o un rametto giallo da appuntare al petto l'8 marzo per disquisire, litigare, dividersi in fazioni rosa e gialle?

E' questa la questione prioritaria per manifestare in piazza? Se è questa io non ci sto!

Non mi va di essere una bomboniera o un vasetto portabandiera.

Ben altra è la questione aut aut da mostrare in piazza l'8 marzo.

Così.

Mai verrà l'ora Mai sarà il giorno Mai ci libereremo dalla prepotenza, dalla dipendenza maschilista, dall'uso improprio dei nostri corpi e dei nostri cervelli. Mai avremo i nostri diritti se  ognuna crede di avere più ragioni dell'altra, appende il proprio destino a un fiocchetto rosa o a un rametto di mimosa, si fa partigiana di un simbolo, combatte le idee a senso unico. Mai saremo donne libere se non ci liberiamo da formali schiavitù partitiche, perchè mai saremo una corrazzata vincente, donne unite per liberarsi da gabbie pregiudizievoli secolari.

Poi..

Ci sta bene se gli uomini ci ritengono una sottospecie di costola rompipalle che si mette i pantaloni di giorno per sembrare forte, determinata, uguale a lui ma è una sciacquetta buona solo a sollazzarlo col bunga bunga e la danza del ventre di notte. Siamo noi a offrirgli mani piedi e teste per ingabbiarci in slogan, gli permettiamo di considerarci patetiche donnette che un giorno, munite di sciarpette e ombrellini, gridano: basta!!! Non ci stiamo a essere solo un corpo, siamo il motore della società, un cervello pensante e razionale che fa girare il mondo!!! E... il giorno dopo? tutta la questione delle donne sta in un bel fiocchetto rosa in testa o una mimosetta....

Sapete che vi dico?

Essere, o non essere, ecco la questione : (....)

e così il colore naturale della risolutezza è reso malsano dalla pallida cera del pensiero,e imprese di grande altezza e momento per questa ragione deviano dal loro corso e perdono il nome di azione. shakespeare


Non c'è altro da aggiungere, quando faremo nostro tal pensiero sarà l'ora …..

sarà il nuovo 8 marzo delle donne !


un saluto a tutte

dif

 

venerdì 25 febbraio 2011

SVEGLIATEVI!!!

Se qualcuno crede che quanto sta succedendo nel nord Africa e in Medio Oriente è frutto di reazioni spontanee della popolazione civile per rovesciare regimi autocratici si sbaglia di grosso. Se non sapessi quello che so, anch'io esulterai per le ribellioni scattate quasi in simultanea in Tunisia, Egitto, Algeria, Libia ecc. Esulterei perchè amo la democrazia, la libertà di espressione e di pensiero, aborrisco ogni forma di regime basato sul sopruso e la violazione dei diritti umani. Anzi, griderei a tutta forza: non mollate! Ma non posso farlo. Non posso proprio esultare. Quanto sta accadendo non è casuale e non nasce da una sollevazione di un grido eroico antipaura “avanti popolo alla riscossa” propagatosi fulmineo attraverso internet. Non c'è dubbio che le popolazioni di quell'area del mondo, e oltre, da tempi immemori non hanno libertà, democrazia, condizioni minime di vivibilità, ma chi ha fatto scattare la scintilla rivoluzionaria non è motivato da aspirazioni a cambiare lo stato di asservitù del popolo, mira a ben altro. Nelle analisi dei fatti, frammentari e scarsamente trasparenti circolanti, ho sentito dire che è una Jamaharya di sete di libertà e che la gente, anzi i giovani di quei paesi, finalmente hanno preso coscienza dei valori democratici e hanno irrotto nel giogo oppressore per costruirsi il proprio destino. Ma i fatti dell'altro ieri accaduti ai giovani dell' Iran smentiscono queste tesi. A tutt'oggi non mi pare che le grida di esultanza di analisti frettolosi di allora siano addivenute una realtà. Non lo sarà neppure stavolta. Siamo invece all'inizio del “colpo grosso” e se le “menti” eccelse non si lasciassero condizionare dall’impeto delle breaking news lo comprenderebbero all'istante e non direbbero tante castronerie. Purtroppo le poche voci dei lungimiranti finiscono nel calderone della corsa alla notizia dell'ultimo secondo che serve alla visibilità di quotidiani e altri mezzi di informazione. Infatti a destra e a manca per cibare la propria fame ossessiva di essere i primi a riportare le “ novità “ mandano a farsi friggere il buonsenso di verificare video e notizie.. Quasi tutti sorvolano sul fatto prioritario che quelle novità diffuse con leggerezza sono legati a uomini donne e bambini, speculano su esseri umani che soffrono e sono in condizioni tragiche pur di battere la “concorrenza”. La notizia è legge regina che scandisce tempi, fatti e regole. Un vero paradosso egoistico e mistificatorio del diritto di cronaca. Quello che in me suscita apprensione però è ben altro, è l'ottusità di certi “vertici” che pensano di risolvere il tutto con sanzioni e di altri che con un "no fly zone" credono di arginare un problema di emergenza circoscritto al “sanguinario” di turno. Sono convinti insomma che cadute le teste dei vari Mubarak, Ben Alì, Gheddafi ….cadranno tutti i laccioli di regimi dispotici, venti nuovi investiranno le popolazioni che saranno libere, potranno godere di diritti, avere governi esecutivi democratici e progressisti Ciechi, ciechi e stolti. Ma quali venti nuovi! Sono vecchi. E' da anni che spirano, ora sono diventate raffiche violente mirate a demolire quei baluardi, seppur vaghi e traballanti, che impedivano alle zaffate di arrivare al vero obiettivo di tutte queste rivolte. Sono i nostri territori, le nostre democrazie, le nostre radici a essere in pericolo Come si fa a non comprendere che non è un caso, a credere che la marea è salita per un onda anomala dei social network, animata da desideri di legittima libertà di giovani e non dovuto a una precisa strategia, a non capire che la scintilla è venuta da un fuoco scatuzzato dalle ceneri di una crisi finanziaria globale nel momento che aveva raggiunto nella condizione di estrema indigenza popolare un potenziale dinamitardo. Era tutto congegnato, architettato ad hoc per erodere un sistema divenuto troppo morbido e occidentalizzato. Possibile che non venga in mente che oggi i mezzi disponibili permettono di arrivare in tempi fulminei ovunque, consentono una manipolazione raffinata della comunicazione con la quale si può abbattere in modo subdolo ogni difesa territoriale, stravolgere i difficili equilibri tenuti in piedi dalla diplomazia? Bacucchi...le guerre non si fanno più con i mezzi di ieri! I venti nuovi che credete portatori di pace libertà e democrazia non sono altro che venti conquistatori camuffati. Appena i vostri venti avranno spazzato le varie teste, capirete, sarete costretti a capire. Come madre preferirei vedere le cose come ascolto e leggo, vorrebbe dire che tutto andrà bene, che i timori dovuti a quanto so, passata la bufera di una ciliegia tira l'altra spariranno e niente spunterà all'orizzonte. Non posso farlo. Mi auguro solo che qualche testa internazionale che conta non rimanga cieca e sorda, si accorga che non basta togliere dai piedi del popolo libico Gheddafi, o da altri il dittatore che impera, c'è urgenza di guardare oltre, capire chi e in nome di che qualcuno ha messo sordidamente in moto la macchina. Forse, e ripeto forse si potrà evitare quello che è veramente nel vento. Quello che mi fa rabbia è che la nostra classe politica ossessionata da come far fuori il premier si è fissata sul baciamano e con questo spot non ragiona come converrebbe, come dovrebbe in una situazione di emergenza cruciale per il nostro futuro. Presa com'è a ricordarsi del cavaliere dimentica che siamo il bocconcino agognato a un tiro di schioppo. Vorrei dir loro svegliatevi, finitela di essere assurdi. Ma ormai sono una purea, non possono afferrare quello che inneggia il vento, a malapena possono farfugliare che questa vasta crisi é una questione spazza regimi che si è acutizzata in modo efferrato in Libia. Inutile sperare. Per dirla con O. Fallaci: “ le Cassandre parlano davvero al vento, e nonostante le loro grida di dolore i ciechi rimangono ciechi, i sordi rimangono sordi, le coscienze svegliate si addormentano presto.”

Accidenti e arciaccidenti, doveva capitare proprio a me di essere depositaria di certe confidenze da cassandra!

 

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In attesa che qualcuno si svegli....buon fine settimana
dif

lunedì 14 febbraio 2011

DOLCISSIMO SAN VALENTINO!!!

Sei tu

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Mi spingi oltre i miei limiti
e sento di vivere appieno la mia stessa vita,
in te ho incontrato me stesso
e ho guardato oltre,
oltre ogni inimmaginabile limite.
Ho guardato nel profondo dei tuoi occhi
cercando di comprenderti
ma, ho visto tutto quello che di me
mai avrei voluto vedere.
Ho visto la mia fragilità e la mia insicurezza
i miei sensi di colpa e i miei complessi
le mie paure e la mia insofferenza
ho visto le mie tenebre e i miei demoni
allora, ho guardato ancora oltre
e nel profondo del mio cuore, un mare in tempesta,
un oceano immenso dove tuffarsi e perdersi
e lì nel profondo della mia anima ho compreso!
Ho provato piacere e orgoglio
nel capire quello che oggi provo
nel sapere chi oggi sono veramente
adesso so che amo le cose belle
so che amo tutto quello che la vita mi offre
e una di quelle sei tu.

 paulo coelho

***

 

con questi versi di un grande poeta auguro a tutti

un dolcissimo san valentino

dif