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domenica 25 novembre 2012

UCCEL DI BOSCO....

Oggi è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.


Già da alcuni giorni i mezzi di informazione cartacei e visivi si sono sprecati a dire la loro, a snocciolare una serie di dati, formulare ipotetici scenari delle cause di violenza sulle donne a volte così ridicoli da tramutare un atroce problema in un pour parler salottiero da ingrassa polli , dire tanto cambiare niente. Riflettendo lo stomaco mi si rivolta e mi vien da piangere. Si, da piangere rabbiosamente. Perchè? Perchè donna. Domani tutti sti opinionisti, analisti, politicanti e chi ne ha più ne metta - sfrutta occasione del giorno per promuovere il suo tornaconto- saranno uccel di bosco. Come al solito il gran dire cesserà e nessuno di quelli mi salverà! Nessuno eviterà a me o un'altra mia amica, sorella di questo pianeta da pugni, schiaffi, bastonate, calci, sevizie, mutilazioni, umiliazioni, privazioni, dileggi, persecuzioni, abusi di ogni genere che una volta su due conducono all'obitorio.


Purtroppo la violenza definita impersonalmete di genere, come se chi la subisce non avesse un volto, un nome, una storia, è l'unica pecularietà che accomuna il destino globale delle donne. Sbagliato pensare che sia un problema di oscurantismo culturale o sia espressione di ceti emarginati. La violenza sulle donne non ha confini e non conosce differenze di condizione religiosa economica sociale. Si abbatte sia sulla donna per così dire che vive ai piani bassi sia su quella che vive ai piani alti della società. Essa sale e scende dalle trombe delle scale notte e giorno e come una piovra famelica ghermisce, martoria, ingoia la sua preda. Donne inermi e indifese per lo più tra i 16 e i 49 anni. Solo nel nostro paese quest'anno ne ha già ingoiate 116 e nessuna celebrazione o disquisizione una tantum annuale le ha strappate dai suoi micidiali tentacoli.


L''adrenalina mi sale a mille, se ci penso! Tanto parlare per niente mutare!


Oggi si parla, si sfila, si appella e ci si scartabella e domani un'altra finirà al creatore, altre subiranno sevizie morali e corporali, altre avranno la loro razione giornaliera di percosse che frantumano la loro anima, spinano il loro corpo, poltigliano la loro volontà! Che facciamo per evitarlo? Celebriamo!


Sarebbe ora di passare da una giornata mercifera a qualcosa di concreto. Almeno iniziando a ratificare la convenzione di Istambul che si articola in tre punti fondamentali :Prevenzione, Protezione, Perseguibilità. Al momento dei 10 paesi che servono per farla entrare in vigore solo uno l'ha fatto, ironia dell'ironia un paese a maggioranza islamico : la Turchia. Gli altri 9 paesi? Uccel di bosco


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Un abbraccio senza confini


dif


 


 

sabato 4 febbraio 2012

CI MANCAVA QUESTA PER UMILIARCI !!!

 


FA male al cuore. un male terribile che ti paralizza, ti diresti che è  impossibile, uno scherzo di un burlone carnevalaio e invece è tutto vero...un vero doppiamente umiliante per una vittima di stupro e, se poi è stato commesso da un branco famelico di bestiale sesso non ci sono parole per descrivere la devastazione che procura.


Ma chi sono costoro ? Chi sono costoro che dicono che i carnefici di uno stupro di gruppo non è necessario metterli subito in carcere -quando li prendono..- ma possono comodamente starsene in una soffice poltrona di casa propria ad aspettare la sentenza -sempre che arrivi -!!?? Da dove sbucano questi che lasciano i miei carnefici negli agi mentre io son condannata a vivere subito da carcerata per la violazione subita, per l'incubo che si ripeta, per lo schifo che occlude ogni poro della mia pelle ? Chi sono costoro che valutano i miei aguzzini diversi e più degni di un qualsisi ladro di mele che finisce subito in carcere? In giro dicono che costoro hanno sentenziato secondo una valutazione estensiva del diritto, sarà, a me pare che se è vero questo diritto l'hanno tirato all'inverosimile lasciando me nel panico e sotto shock. Non sanno costoro quanto è difficile per una donna presentarsi a denunciare una violenza sessuale dove deve ripetere e ripetere a questo e a quello tutto ciò che ha subito, rivivere attimi aberranti e ore di terrore e di dolore. Se poi a subire la violenza è un ragazzino o una bimba non ne parliamo nemmeno e mi domando: come farà a farsi aiutare a uscire dalla sua condizione disumana? E io, oggi donna stuprata, domani dove troverò il coraggio di denunciare il branco che per ore ha usato il mio corpo come fossi una bambola senza anima se già so che al massimo quei bruti possono finire qualche mesetto in una comunità mentre io sono stata condannata a un carcere morale a vita ?


Quando si equipara una violenza sessuale del “branco” particolarmente efferata e ignominiosa a una qualsiasi violenza e si stabilisce che va benissimo una custodia cautelare alternativa al carcere di per se il reato viene valutato come non grave e si manda un messaggio alla vittima che è peggio dello stupro, è una sferzata lacerante, una sferzata che la condanna ancora una volta a subire, a tacere, a rendersi invisibile al diritto.


Vero che nessun giudice e nessuna sentenza potrà mai cancellare la devastazione raccapricciante intima subita da una donna, un bimbo, una ragazzina, altrettanto vero che almeno almeno alla vittima venga riconosciuto che il reato subito è socialmente pericoloso da arginare e non da agevolare tirando il diritto per i capelli, altrimenti subisce un doppio stupro di gruppo.


Di certo noi donne violate sappiamo che la violenza fisica è sempre deprecabile e quella morale è sempre mortale ma a chi interessa? Questa sentenza forse giusta e ammissibile sotto il profilo giuridico sicuramente è umiliante per la vittima  e regressiva per tutta la società, in più ha in se il pericolo del “più siamo meno rischi corriamo”


Triste è che per un “estensione” o extensions che dir si voglia, da domani temo di ritrovarmi assalita da quegli schifosi esseri con i rinforzi di parenti e amici, tanto valeva dirmi: donna, murati viva in casa !!!!


 


attualità,donne,violenza,stupro


 


 


DIF


 

martedì 23 novembre 2010

NON BASTA UNA GIORNATA

 

Non credo tante alle celebrazioni giornaliere, specie a quelle sui temi di diritto umano, a mio parere sterile strombazzamento di 1giorno che non risolve nulla in quanto negli altri 364 gg messa a posto la coscienza di aver richiamato l'attenzione su un grave illecito, tutto rimane tale e quale, nessuno o quasi agisce in modo concreto per eliminare le violazioni  fisiche o morali. Da donna però che mai dispera sulla possibilità che un giorno nel mondo ci sia maggiore equità per tutti e, nessuna donna sia soggetta a subire orribili soprusi, da parte di nessuno e per nessuna ragione, mi sembra opportuno non ignorare

la giornata mondiale contro la violenza alle donne “

Si celebra giovedì 25 novembre e in tutto il mondo sono previste iniziative di vario genere, indette da organizzazioni umanitarie e non, con tanta enfasi oratoria e scarsi fatti a seguire per cui a poco servono, anche se qualcuno dice parlarne è già qualcosa.

Alcuni credono che la violenza subita dalle donne sia un fenomeno sociale e di costume legato all'ignoranza, al sottosviluppo economico e culturale, appartenga agli strati della popolazione malavitosa o quantomeno con scarsa sensibilità e moralità, talvolta legata a credenze locali o religiose.  Niente di più falso. Infatti se così fosse non si comprende come mai non passa giorno che la cronaca non registra casi di donne uccise, seviziate, stuprate, oggetto di stolking, imprigionate, schiavizzate e tenute in condizioni di asservimento morale e fisico in paesi che vantano decenni di civiltà e democrazia, con leggi e leggine che in teoria dovrebbero tutelare le donne. Proprio nei cosiddetti paesi moderni, evoluti, maggiormente acculturati e ricchi il problema aumenta di giorno in giorno, in certe città essere donna è un vero e proprio handicap, limita enormemente l'autonomia, costringe a vestirsi in modo impersonale, restare in casa negli orari considerati a rischio, come se non bastasse in certe metropoli obbliga a trasformare la propria casa in fortino da carcerati.

Chiaramente la violenza sulle donne è un problema che esiste e persiste in tutte le culture e in tutti i sistemi più o meno democratici e grava tantissimo sulla libertà femminile sotto ogni punto di vista.

Spesso si crede che il fenomeno non ci riguarda, che è lontanissimo da noi, impossibile che avvenga nel proprio quartiere, che qualcuno che ogni giorno frequenti o incontri al parco ti stupri, altre ancora, e è la peggiore, che la causa della violenza subita deriva da un comportamento diretto della donna, come dire: se è successo se l'è voluta! Invece la violenza sulle donne è un malcostume comune alla prepotenza, all'egoismo e alla scarsa importanza che si attribuisce al rispetto verso l'altro. Infatti non c'è differenza sociale o status personale che impedisce di violare i diritti più elementari degli individui inermi, uomo o donna o bambino che sia. Tanto è vero che gli atti peggiori di violenza maturano in famiglia, proprio nel luogo dove la donna si sente protetta, le sembra di avere la sicurezza che nessuno la sfiorerà. Spesso è proprio quel nostro vicino tanto gentile, perbenino e ritenuto integerrimo a picchiare brutalmente la propria compagna, a sottoporla a abbietti ricatti e nel caso peggiore a ucciderla facendoci cadere dal pero con: ma come... un professionista..tanto sensibile...chi l'avrebbe sospettato ecc. ecc.

Ma perché le donne subiscono violenza da mariti, fidanzati, datori di lavoro, padri, figli e così via. Perchè sono deboli e incapaci di reagire? No assolutamente no! Le donne sono in grado di difendersi e di reagire, anche di cambiare il mondo se vogliono ma debbono decidersi. Se aspirano alla dignità, al rispetto, ai diritti paritari debbono combattere anche le proprie debolezze. Devono denunciare marito, fidanzato o datore di lavoro, rifiutare chi le manipola a scopi pubblicitari, rifiutare gli spot in cui sono umiliate, rifiutare di ritoccarsi per soddisfare l'apparire, rifiutarsi di spogliarsi per compiacere la vista maschile, rifiutarsi di sorridere a chi le maltratta, rifiutare chi le vuole belle e oche, rifiutare chi le obbliga a concedersi per sedersi nei palazzi del potere tanto per mascherare di essere progressisti, poiché la violenza fisica è tragica, ti uccide, stupra, strappa la pelle, ti rompe le ossa, ma la violenza psicologica è peggiore, ti annulla ti rende una zombie vivente e per giunta complice, si vittima e favoreggiatrice se non denunci, non scappi, nascondi, assecondi, approfitti del malcostume maschile per ottenere quel che ti spetta di diritto.

E' ora che la donna non dica più questo non lo voglio e poi si asserva in privato e in pubblico ai dettami maschilisti, è ora che non rinuncia a combattere i poteri forti perché composti da uomini.

A tal proposito mi sorgono spontanee  delle domandine:

Come faranno le donne a conquistare il diritto di non subire molestie in famiglia se nascondono scusano, si vergognano di denunciare chi le viola intimamente e le insulta nell'animo perché spesso quando trovano il coraggio di farlo vengono ritenute inattendibili o subiscono l’onta del dubbio?

Come faranno le donne a non essere usate diventando farcitura di panini da fast food se non dicono no all'uso improprio del proprio corpo quando chi rifiuta viene messa al bando, il che significa non lavorare più in quel settore, perdere anni di sacrifici?

Come faranno le donne a far imprigionare chi le molesta se non si ribellano a sentenze di condanna in cui il molestatore è un fuori di testa ma non lo fanno curare come incapace d'intendere e volere, vedi caso hunziker?

Come faranno le donne a non essere schiave di pregiudizi se ritengono che il proprio padre ha il diritto di bastonarle, un familiare molestarle, il proprio uomo considerarle una proprietà d’uso 24 ore su 24?

Come faranno le donne a sopprimere la giornata contro la violenza se non iniziano a fare squadra, a superare il concetto del se per contrastare unite chi viola i loro diritti di donne, madri, lavoratrici, professioniste, le rende oggetto di piacere sessuale, pure fattrici di figli, corpi da mostrare in tutte le salse per aumentare potere, share, affari???

Non basta una giornata a eliminare la violenza, a far si che ogni giorno, ogni minuto una donna non sia vittima di prepotenza, subisca soprusi d'ogni genere, basta guardare le statistiche, c'è da rabbrividire. Se continua così, ci vorranno decenni di giornate. Senza la volontà collettiva di contrastare questo turpe scempio che da tanto opprime le donne e ne fa vittime di atroci delitti, i diritti equi e di tutela saranno un miraggio celebrativo annuale, le donne continueranno a subire.

Solo le donne possono eliminare l'ingiustizia, diventando un muro compatto antiviolenza salveranno se stesse, figlie, madri, amiche, e, renderanno la giornata antiviolenza da strombazzamento sterile di una dignità violata, storica conquista di un diritto dovuto

Solo iniziando a essere una squadra compatta e determinata a livello globale le donne riusciranno a godere quei diritti legati alla loro natura, a non essere ridotte un corpo ad uso e consumo d'un padrone sia esso padre, marito, società, capo, stato.

Per concludere, non voglio apparire critica o ridurre il problema un fatto di donne, ossia sbrighiamocela fra noi, assolutamente no. Ritengo che qualunque riforma o progresso nel diritto umano richiede una concordanza di intenti territoriali e extraterritoriali, ma siccome il potere globale al 98% risente di una cultura nella quale il ruolo della donna è secondario, tantè che nel nostro paese si invocano le quote rosa e non quelle azzurre per sedersi in parlamento, come se fare politica fosse un diritto riservato ai maschi e concesso in beneficio temporaneo a una piccola rappresentanza di donne, e, francamente mi pare proprio un modo settario di applicare i diritti. Beh, credo che noi donne non possiamo aspettarci grandi cambiamenti! Se vogliamo che la nostra condizione cambi l'unica alternativa è di eliminare i separatismi, diventare una flotta di corazzate da sfondamento. Certo alla luce di fatti odierni mi pare che a volte ci diamo la zappa sui piedi e sarà difficile arrivare a eliminare almeno la brutalità morale, anche se da ottimista confido. Mi auguro che non ci vogliano giornate celebrative per eliminare le ingiustizie che da troppo le donne subiscono in ogni parte del globo, anzi che non ci voglia nessuna giornata per ottenere il rispetto dei diritti. Anche se francamente dubito, mi pare che le “giornate a tema” crescono fitte come i funghi ma si riducono ad “abbuffata”giornaliera di gravi tematiche umane.

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E questa cos'è

arte pubblicitaria, provocazione, ironia, messaggio educativo, cultura, progresso, rispetto, diritto?

Per me

Solo "lurida" violenza alla dignità femminile

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NON BASTA  UNA GIORNATA PER ELIMINARLA

dif

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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martedì 24 novembre 2009

BASTA VIOLENZA ALLE DONNE

 

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Domani, 25 è la Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Violenza sulle donne.

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Quasi ogni giorno, i mezzi d’informazione riferiscono fatti cruenti a danno di donne, giovani e meno giovani per motivazioni insensate come nel caso di Hiina sgozzata dal padre padrone, o Lorena soffocata, bruciata e gettata in un pozzo da tre coetanei. - Per questo  l’ANFORA della staffetta  è partita da Niscemi per concludersi a Brescia.-Riflettendo bene pressoché un bollettino di guerra.